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L’ex presidente della Banca Popolare di Vicenza Gianni Zonin
L’ex presidente della Banca Popolare di Vicenza Gianni Zonin

BpVi, riaffiora la vicenda del giudice Carreri

Roma – “Abbiamo posto all’attenzione del ministro Orlando quanto dichiarato dall’ex giudice Carreri sul procedimento penale avviato nel 2001 dalla Procura di Vicenza nei confronti di Gianni Zonin e degli altri ex vertici della BpVi. L’ex magistrato sarebbe stata indotta ad abbandonare la toga per non aver firmato il decreto di archiviazione dell’inchiesta a carico di Zonin, nonostante le sollecitazioni dell’allora procuratore capo Fojadelli andassero in quella direzione”.

Cecilia Carreri
Cecilia Carreri

E’ una brutta storia quella a cui accenna il senatore del Movimento 5 Stelle Enrico Cappelletti, una storia accaduta a Vicenza parecchi anni prima che questo giornale esistesse e che venissero a galla i fatti inquietanti che hanno portato al disastro della Banca Popolare di Vicenza. Una storia per altro molto all’italiana, secondo quel malcostume ricorrente, da parte del potere, di gettare la croce addosso a chi cerca verità e giustizia.

Sarebbe capitato all’allora giudice per le indagini preliminari Cecilia Carreri, fino al 2009 in servizio presso il Tribunale di Vicenza ma oggetto di un ostracismo da parte dell’ambiente circostante che la avrebbe costretta alle dimissioni. E questo perché, anni prima appunto, come ricorda Cappelletti, aveva cercato di opporsi a quello che le sembrava l’insabbiamento di una prima inchiesta sull’operato dei vertici della BpVi, preludio evidentemente a quello che sarebbe poi successo.

La Carreri fu anche oggetto di una gogna mediatica poiché, dopo aver preso delle ferie arretrate per rimettersi in sesto da una depressione, aveva fatto una lunga regata in barca a vela, essendo per altro una appassionata sportiva, velista ed alpinista, anche con risultati significativi. La macchina del fango si mobilitò definendola una assenteista, che “dovrebbe essere in malattia ed invece va a vela”. Ogni accusa cadde però, perché in effetti lei era in ferie, non in malattia, ma il fango restò e la giudice appese la toga al chiodo.

Enrico Cappelletti
Enrico Cappelletti

Non fece così però per lo spirito combattivo, né per la voglia di ribadire le sue ragioni, tanto che è appena uscito il suo libro dal titolo “Non c’è spazio per quel giudice”, edito da Mare Verticale, nel quale ripercorre le sue vicende, quelle del crack della Banca Popolare di Vicenza e del sistema di potere che c’è dietro e che ancora domina la città. Sistema di potere, non dimentichiamolo, che comprende evidentemente al suo interno anche pezzi della giustizia se, come ricorda il senatore pentastellato, “anni dopo, l’ex procuratore Fojadelli, ormai in pensione, è stato assunto da una società di gestione del risparmio il cui capitale è interamente detenuto dalla Banca Popolare di Vicenza”.

Inoltre, non dimentichiamo neanche il fatto che Zonin è tutt’ora libero di condurre la sua vita e gestire il suo patrimonio come meglio crede, andare all’estero, girare i suoi beni ai figli e quant’altro. Decisamente anomalo tutto questo, se si considerano le imputazioni di aggiotaggio ed ostacolo alla vigilanza che pendono sulla sua testa, la mala gestio generale della banca e le troppe migliaia di risparmiatori che hanno perso tutto nel crollo delle azioni. Giusto quindi che Cappelletti chieda ora al ministro “se non ritenga quantomeno inusuale l’assunzione dell’ex procuratore Fojadelli, e di attivarsi al fine di verificare la regolarità di quella procedura poi conclusasi con l’archiviazione”.

2 Commenti

  1. armando todesco

    E’ inquietante pero’ sentire quello che dice la Carrieri nel libro. Sembra che abbiamo perso la nostra immacolatezza civica.

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