Economia

BpVi, M5S: “Si è tolto ai poveri per dare ai ricchi”

Roma – Nuovo affondo, sull’affair delle banche venete, nei confronti del Partito Democratico da parte del Movimento 5 Stelle, dopo quello portato nei giorni scorsi, in Senato, da Barbara Lezzi. Stavolta ad assestare il colpo è Enrico Cappelleti, anche lui senatore, ma con l’aggiunta di essere il capogruppo e per di più è anche vicentino. Il sostanmza di quanto dice Cappelletti non si discosta molto comunque dall’intervento della sua collega a Palazzo Madama…

Enrico Cappelletti
Enrico Cappelletti

“Con il decreto sulle popolari venete – scrive in una nota il capogruppo pentastellato -, il Pd ha raggiunto il punto più basso dell’intera legislatura. Il decreto approvato dal governo in 20 minuti toglie, infatti, perfino la speranza a chi non ha più lacrime per piangere, cioè agli oltre 210 mila risparmiatori truffati che, con il crac delle due banche venete, hanno perso tutto. Il decreto ha regalato ad un soggetto privato (Banca Intesa) tutta la polpa delle banche venete, lasciando ai cittadini truffati di potersi rivalere solo sulle ossa. Pd e governo, con questi regali miliardari ad un soggetto privato, sono peraltro recidivi. Perché hanno già fatto dono della concessione dell’autostrada più importante d’Italia, l’A4 Padova-Brescia, ai privati, tra i quali, guarda caso, spicca Banca Intesa”.

“Insomma – continua Cappelletti, rincarando la dose -, il Pd e il governo si sono comportati come moderni Robin Hood al contrario, togliendo ai poveri per dare ai ricchi. BpVi e Veneto Banca, salvate senza guardare al risparmio di risorse pubbliche, andavano piuttosto nazionalizzate. E ai responsabili di questo scempio, gli amministratori e manager delle banche in primis, ma anche ai politici di destra e sinistra che li hanno coperti, bisognava far pagare il conto”.

“Assistiamo invece  – conclude il senatore – anche alla beffa dell’avvicinarsi inesorabile della prescrizione, per i principali responsabili di questa truffa colossale. Grazie a termini di prescrizione troppo brevi, voluti da Berlusconi e mai modificati dal Pd, é quasi sicuro che i responsabili di questo disastro la faranno franca. E’ evidente che fa comodo a molti politici che non sia fatta giustizia. Ma non si può non considerare che, di norma, conviene che non sia fatta giustizia proprio ai complici di un reato o a coloro che, dalla condotta illecita, hanno tratto vantaggio e magari ora temono di essere chiamati in causa”.

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