mercoledì , 20 Ottobre 2021

BpVi, azionisti soli a pagare. Variati scrive al governo

Vicenza – Iniziativa del sindaco di Vicenza, Achille Variati, a favore dei piccoli soci-risparmiatori che hanno perso tutto nel crack della Banca Popolare di Vicenza. Variati ha infatti scritto una lettera al presidente del Consiglio dei Ministri, a quelli di Camera, Senato e  dei gruppi parlamentari. Una lettera analoga è stata inviata anche al Partito Democratico, all’attenzione del segretario nazionale Matteo Renzi e del relatore Giovanni Sanga. Nella lettera il sindaco chiede che i piccoli azionisti della banca vicentina in liquidazione non siano, di fatto, gli unici a pagare e che si apportno delle modifiche dunque al decreto 99/2017  la cui discussione inizia domani in parlamento.

Achille Variati
Achille Variati

Prima alla Camera e poi al Senato, sarà discussa la conversione delle “Disposizioni urgenti per la liquidazione coatta amministrativa di Banca popolare di Vicenza Spa e di Veneto Banca Spa”, un decreto che, “così come proposto dal governo – sottolinea nella lettara Variati -, non prevede nulla per gli azionisti-risparmiatori, ma anzi ha l’effetto di una pietra tombale su qualsiasi concreta speranza di risarcimento per la truffa subita”

“La crisi delle due banche venete – spiega il sindaco -, tra responsabilità degli amministratori e di chi avrebbe dovuto controllare, ha generato una situazione gravissima a livello economico e sociale. In particolare, a subire gli effetti peggiori sono gli azionisti delle due banche poste in liquidazione, un vero e proprio popolo non di speculatori ma di risparmiatori, spesso piccoli risparmiatori, la cui fiducia è stata tradita. Si tratta quindi, senza mezze parole, di cittadini truffati che ora si ritroverebbero, con questo decreto, azionisti di una banca liquidata”.

“In questi ultimi giorni molti cittadini e le loro associazioni hanno indetto manifestazioni partecipate sul territorio e accompagnate da una più che legittima rabbia. In qualità di sindaco di Vicenza, città sede dell’omonima Banca Popolare, e di presidente dell’Unione delle Province Italiane, interpretando il pensiero di tanti amministratori di diverse regioni d’Italia, chiedo che il decreto venga cambiato, considerando, oltre agli interessi e alla tenuta del sistema bancario italiano, anche i diritti legittimi degli azionisti-risparmiatori”.

“La questione non può e non deve essere chiusa con le norme proposte – conclude Variati- perché rappresenterebbe un’iniquità di trattamento fra soggetti diversi che non può e non deve essere sancita dal Parlamento. Ricordo infatti che l’articolo 47 della Costituzione sancisce il dovere di tutela del risparmio in tutte le sue forme. Pur considerando le norme europee, le Camere hanno la possibilità di adottare migliorie che possono ridare, almeno in parte, fiducia nelle istituzioni. Diversamente, gli esiti potrebbero rivelarsi assai gravi e per certi aspetti imprevedibili nella loro gravità”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Aggiorna le impostazioni di tracciamento della pubblicità