lunedì , 25 Ottobre 2021
Crack BpVi, il processo resta a Vicenza

Banche venete, Variati: “Azionisti dimenticati”

Vicenza – Procede in queste ore l’iter parlamentare per la conversione in legge del decreto del governo che regola il fallimento pilotato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e il conseguente passaggio a Intesa Sanpaolo. Vi sono state molte polemiche, ieri, per il fatto che, sul decreto, è stata posta la fiducia, un modo questo per essere sicuri che passasse l’esame di Montecitorio e che ha avuto ragione di qualsiasi ostruzionismo, ad esempio quello del Movimento 5 Stelle.

Una volta superato lo scoglio della Camera, il decreto passerà al Senato, e non dovrebbero esserci sorprese. Basti dire che Intesa Sanpaolo, come riporta oggi Il Gazzettino, ha già esposto le proprie insegne sul grande edificio della sede centrale di Bpvi, in di via Battaglione Framarin. Su tutto questo è intervenuto in queste ore anche il sindaco di Vicenza, Achille Variati, che lunedì aveva inviato una lettera al presidente del Consiglio dei ministri e e ai presidenti di Camera e Senato e che ieri, a Roma, ha di nuovo affrontato la questione con il governo.

“Reputo francamente ingiusto – sottolinea oggi Variati – che in questa intricata vicenda siano date garanzie ai risparmiatori, ai lavoratori e ai titolari di obbligazioni subordinate, ma non sia prevista nessuna tutela per gli azionisti. In particolare, non c’è nessuna sicurezza di recuperare le risorse per coloro che in ragione di controversie per atti o fatti occorsi prima della cessione dimostrino di essere stati truffati dalle banche, o dimostrino evidenti violazioni dei doveri di informazione e corretta esecuzione delle operazioni”.

“Nulla viene detto né garantito – continua il sindaco – nei confronti degli azionisti. C’è chi ha rinunciato ad aderire all’offerta di transazione perche confidava nell’esito positivo di ricorsi, cause civili e  giustizia penale. Ho portato la mia voce di sindaco perché ci sia l’impegno del governo per assicurare che, per le banche poste in liquidazione coatta, possa esserci l’istituzione di un fondo di solidarietà ad hoc per poter rispondere ai danni di contenziosi con gli azionisti e concedere rimborsi preferenziali per le perdite da essi ingiustamente subite, dato che sono in gran parte piccoli azionisti, risparmiatori quindi e non speculatori”.

“L’impegno del governo – conclude – deve diventare norma e fare riferimento all’articolo 47 della Costituzione secondo cui la Repubblica tutela il risparmio in tutte le sue forme. Sto cercando di mettere la mia voce a disposizione  di una causa giusta, vediamo se il Parlamento riuscirà a fare qualcosa”.

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