lunedì , 25 Ottobre 2021

Allarme bomba in tribunale, trovato il responsabile

Vicenza – E’ stato individuato l’autore della telefonata anonima che il 21 luglio scorso fece scattare l’allarme bomba al Tribunale di Vicenza. E’ un vicentino cinquantenne, pregiudicato, residente nell’alto vicentino, che è stato ora denunciato dai carabinieri per procurato allarme. A individuarlo sono stati i militari del Nucleo investigativo del Comando provinciale dei carabinieri, unitamente ai colleghi delle Compagnie di Vicenza e di Schio, a conclusione degli accertamenti che erano subito avviati dopo i fatti. Per essere precisi, le accuse che vengono mosse al cinquantenne sono quelle di “procurato allarme presso l’autorità” e “tentata interruzione di un ufficio pubblico“.

L’episodio, lo ricordiamo, era avvenuto verso le 12.30, quanto era giunta la telefonata anonima al 112 della centrale operativa del Comando Provinciale, nella quale si avvertiva della presenza di una bomba all’interno del Palazzo di giustizia di Vicenza. I carabinieri, con la collaborazione di personale della Questura di Vicenza e della polizia locale, avevano subito provveduto all’ispezione di tutti i locali interni del tribunale e del parcheggio interrato, con esito negativo. Le attività degli uffici giudiziari comunque non erano state mai interrotte.

Ma erano anche subito partite le indagini dei carabinieri, coordinati dal procuratore aggiunto Orietta Canova, che hanno consentito prima di individuare il luogo dal quale era stata effettuata la chiamata, una cabina telefonica pubblica situata all’interno della sala d’attesa della fermata degli autobus di viale Milano a Vicenza, e poi di arrivare all’identificazione, anche grazie allee immagini del sistema di videosorveglianza cittadino, del responsabile della “bravata”, assai deprecabile soprattutto in un periodo di allerta terrorismo come quello che stiamo vivendo.

Il carabinieri hanno anche individuato i probabili motivi della condotta del cinquantenne, del tutto privi di finalità terroristiche. L’uomo infatti, quella mattinata, si stava recando in tribunale quando ha deciso di effettuare la chiamata, con l’intento, verosimilmente, di sospendere le attività del Palazzo di Giustizia. Una idea, la sua che non solo non è servita al suo scopo, ma che sicuramente gli comporterà anche serie conseguenze giudiziarie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Aggiorna le impostazioni di tracciamento della pubblicità