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Vicenza, riconoscimenti alla polizia locale

Vicenza – Ieri, sabato 10 giugno, nel giorno in cui il Comune di Vicenza ricordava il 169° anniversario dell’eroica giornata per la quale la bandiera del Comune di Vicenza fu decorata con la prima medaglia d’oro al valor militare e in cui ricorreva il 189° anniversario della fondazione del Corpo di polizia locale di Vicenza, nella sala degli Stucchi di Palazzo Trissino l’amministrazione comunale ha assegnato undici attestati ad altrettanti ufficiali e agenti che si sono distinti, nel 2016, nel servizio alla comunità. Dopo il saluto del sindaco, Achille Variati, e una breve relazione del comandante della polizia locale, Cristiano Rosini, si è tenuta la premiazione, con la consegna da parte del sindaco, di quattro attestati di compiacimento al vice ispettore Diego Bassetto, agli assistenti Denis Piva e Enrico La Corte e all’agente scelto Alessandro Manfrin.

Questa la motivazione: “Perché, in servizio automontato e durante un turno notturno, intervenivano per procedere ai rilievi di un incidente stradale con feriti e gravi danni a strutture pubbliche, a seguito del quale uno dei conducenti si era allontanato senza prestare soccorso a chi era rimasto ferito e senza consentire la propria identificazione e quella del veicolo con cui gli ingenti danni erano stati procurati, pur non disponendo di alcun numero di targa, si ponevano immediatamente alla ricerca del veicolo che si era allontanato e riuscivano, dopo una attenta ed intelligente attività d’indagine, a rintracciarlo in sosta all’interno di una strada laterale lontana dal luogo in cui si era verificato il sinistro, consentendo l’identificazione del conducente al quale veniva pertanto attribuita la completa responsabilità dell’accaduto. Esempio di dedizione, intuizione, fiuto investigativo e capacità professionale”.

Un attestato di compiacimento è stato consegnato, dall’assessore alla sicurezza Dario Rotondi, all’assistente Greta Lovato “perché, libera dal servizio e a bordo della propria auto privata, in transito in una zona periferica della nostra città, dopo aver notato il comportamento sospetto di alcuni soggetti che con fare furtivo uscivano da un cantiere di lavoro tenendo in mano delle grosse matasse di rame e dopo aver anche deviato dal proprio percorso per verificare dove si stessero dirigendo, seguendoli sempre con lo sguardo, constatava che il predetto materiale veniva depositato all’interno di un camper in uso a dei nomadi. Allarmate le forze dell’ordine utilizzando il proprio cellulare, consentiva una tempestiva perquisizione all’interno del predetto veicolo che portava al recupero e alla restituzione di quanto era stato indebitamente sottratto a terzi e alla identificazione dei responsabili. Esempio di senso civico, nonché di particolare dedizione al lavoro e particolare professionalità”.

Il prefetto di Vicenza, Umberto Guidato, ha consegnato, quindi, un attestato di compiacimento al commissario Roberto Barollo “perché, impiegato all’interno dell’Ufficio personale e servizi, ha collaborato negli ultimi anni in modo determinante per programmare e coordinare decine di eventi di particolare impatto sulla viabilità cittadina per i quali è stata necessaria la consistente presenza della Polizia locale riuscendo sempre a ridurre al minimo i disagi alla circolazione ed assicurando nel contempo che gli stessi si siano sempre svolti in condizioni di massima sicurezza. Inoltre, si è dedicato, evidenziando particolari capacità, alla formazione e all’addestramento di tutto il personale impiegato in picchetti di rappresentanza o servizi di grande uniforme, consentendo allo stesso di fornire, in ogni occasione, l’immagine migliore del corpo della Polizia locale e dell’amministrazione. Esempio di precisione e capacità professionale, in particolare sotto il profilo formale”.

Cinque attestati di compiacimento sono stati attribuiti, infine, dal questore di Vicenza, Giuseppe Petronzi, al vice commissario Monica Battocchio, agli assistenti Roberta Libratti e Massimiliano Crivellaro, al vice ispettore Alessando De Franciscis e all’agente scelto Anna Menin “perché, ricevuta notizia di un consistente imbrattamento arrecato da ignoti sul lato posteriore della Basilica Palladiana con scritte murali di notevoli dimensioni, pur non disponendo, inizialmente, di alcun elemento certo che consentisse di risalire all’identità dei responsabili dell’accaduto, conducevano una serie complessa di indagini, raccogliendo importanti informazioni confidenziali, anche mediante la consultazione dei social network e alla comparazione calligrafica delle scritte murali rinvenute con la grafia di alcune persone sospettate. L’importante attività investigativa consentiva, alla fine, di giungere alla completa identificazione dei responsabili che venivano pertanto deferiti all’autorità giudiziaria. Esempio di dedizione, iniziativa e particolare capacità investigativa”.

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