Vicenza - Loggia del Capitaniato
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Vicenza, il rammarico Usa per l’atto vandalico

Vicenza – “Procederemo con gli atti ufficiali, per denunciare l’accaduto non solo alle forze dell’ordine, ma anche al comando americano, al consolato generale statunitense e al governo italiano. Mi aspetto una punizione esemplare: il responsabile di questa azione inqualificabile che offende Vicenza e la sua memoria non deve passarla liscia”.

Sono le parole con cui il sindaco di Vicenza, Achille Variati, dopo aver duramente condannato l’atto compiuto, annunciava il suo impegno affinché fosse punito il soldato americano che aveva lordato e distrutto modellini navali esposti nella mostra dell’Associazione Marinai d’Italia, che si è tenuta nei giorni scorsi sotto la Loggia del Capitaniato, nel cuore di Vicenza.

La condanna per l’atto compiuto dal soldato a stelle e strisce era stata unanime in città, e non poteva essere altrimenti. Il vicesindaco Jacopo Bulgarini d’Elci, intervistato dal Giornale di Vicenza, ha chiesto scuse ufficiali alle forze armate amaericane, mentre il sindaco ha preso carta e penna  ed ha scritto a chi di dovere.

Adesso sono arrivate le risposte del comandante della guarnigione Usag-Italy, colonnello Steven Marks e del console generale degli Stati Uniti Philip Reeker alla lettera con cui Achille Variati ha portato alla loro diretta attenzione, oltre che a quella del ministro della Difesa Roberta Pinotti, l’atto vandalico del un militare americano “nella convinzione, ribadita dal vicesindaco Jacopo Bulgarini d’Elci, che avrebbero fatto pervenire alla città il loro pensiero”.

E… il loro pensiero è arrivato, molto generico però, e con una piccola gaffe. Imbarazzo e rammarico, rispetto per la città e per la storia militare italiana, anch’essa offesa, scuse sostanziali, seppur non esplicite, forse si sentono nelle parole del colonnello e del console. Tuttavia, non resistiamo alla tentazione di rilevare, in una delle lettere, una frase che poteva essere omessa, una caduta di stile. Si tratta di quel riferimento del console al Piano Marshall, che ci è sembrato proprio inutile dopo settanta anni e dopo vicende storiche che tutti conosciamo.

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