sabato , 16 Ottobre 2021

Ulss 7 Pedemontana, si fa il punto della situazione

Thiene – Prosegue il processo di riorganizzazione complessiva dei servizi conseguente alla nascita della Ulss 7 Pedemontana, risultato della fusione tra le ex Ulss 3, Bassano del Grappa, e 4, Alto Vicentino. La creazione una nuova struttura venne richiesta dalle Conferenze dei sindaci che, a suo tempo, considerarono migliore l’ipotesi di dividere in due la provincia di Vicenza, rispetto alla possibilità di confluire in una unica Ulss provinciale.

Lo scorso 31 maggio, durante un’audizione in quinta commissione, il presidente del Distretto dei sindaci, Robertino Cappozzo, ha illustrato alcune modifiche che andrebbero apportate alle linee guida della giunta regionale, da seguire per la presentazione del nuovo atto aziendale. Un atto fondamentale, che andrà poi a normare tutta quella che sarà l’attività sanitaria e sociosanitaria per i prossimi anni. E oggi, in vista di un secondo appuntamento, in programma il 13 giugno, prima dell’audizione finale, il municipio di Thiene ha ospitato un incontro organizzato proprio per illustrare ai cittadini il percorso intrapreso e le proposte di correttivo elaborate.

Robertino Cappozzo
Robertino Cappozzo

“In sintesi – ha riassunto Cappozzo -, quello che ci preme di più è che venga confermato il modello del distretto socio sanitario forte, perché la preoccupazione più grande che abbiamo in questo momento è che tutto venga trasformato in sanitario e che la parte del sociale venga poco presa in considerazione. È importante che l’assetto attuale rimanga e che abbia anche una dotazione di unità operative complesse tale da garantire i servizi così come sono stati fino ad ora. È chiaro che le strutture dovranno essere riorganizzate e rivisitate, ma riteniamo determinante che queste siano garantite, funzionali e che diano risposte immediate ai cittadini”.

“In questa riorganizzazione della sanità in atto ci sono forti novità. Con l’Azienda zero si vuole tentare di risparmiare in alcune situazioni per avere poi una disponibilità economica da investire in personale e in strutture interne. Ed è proprio quello che chiederemo: se ci sarà una rivisitazione delle unità operative complesse, il risparmio economico dovrà essere reinvestito in infermieri e in altre strutture da attivare nel territorio”.

“Chiederemo – ha poi concluso Cappozzo – che venga riconosciuto il forte valore che hanno le Conferenze dei sindaci, e, inoltre, sottolineeremo l’importanza che non venga ridotto il numero dei dipartimenti ospedalieri”.

Ilaria Martini

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