Veneto

Scuola, il governo non impugna la riforma veneta

Venezia – “Il governo ha rinunciato a muovere rilievi di costituzionalità sulla legge veneta numero 8  del 31 marzo scorso che organizza il sistema educativo regionale in un’ottica unitaria. E’ un obiettivo riconoscimento alla nostra capacità di fare buone legge, di scriverle bene e di saper esercitare bene le prerogative regionali nell’ambito delle competenze che la Costituzione ci affida.   Da un governo sempre pronto a contestarci leggi e provvedimenti di ogni tipo, dalla legge sulle moschee a quella sulla nomina dei direttori generali delle Ulss, dall’accesso ai nidi e ai servizi per la prima infanzia all’utilizzo della lingua veneta, la rinuncia all’impugnativa della legge che organizza il nostro sistema scolastico e formativo vale come una promozione a pieni voti”.

Così il presidente della Regione Veneto Luca Zaia accoglie la decisione presa ieri in consiglio dei ministri in merito ad otto leggi regionali prese in esame, tra le quali la legge sul “Sistema educativo della Regione Veneto”.

“Dopo la riforma della sanità, anch’essa passata indenne al vaglio del consiglio dei ministri – annota il presidente – la legge sul sistema educativo regionale è un’altra importante riforma di sistema che supera l’esame di costituzionalità. Uno dei 22 disegni di legge che presentai in Consiglio già il giorno dopo la mia elezione. Segno che questa Regione sa dare buona prova di sé e che ha tutte le carte in regole per rivendicare più ampie maggiori forme di autonomia”.

Sulla stessa lunghezza d’onda del governatore è l’assessore regionale alla scuola e alla formazione, Elena Donazzan, che accoglie con soddisfazione la decisione del consiglio dei ministri di non muovere contestazioni di costituzionalità sulla legge regionale 8/2017 che istituisce il sistema educativo regionale, mettendo in rete i diversi segmenti del mondo dell’istruzione secondaria e della formazione professionale e permanente.

“Con questa riforma – ha sottolineato l’assessore – abbiamo anticipiamo l’autonomia che verrà. E il governo non ha potuto che prenderne atto perchè ci siamo mossi nel solco di quanto la Costituzione ci affida in materia di scuola e di formazione. La legge veneta non ha fatto altro che dare forma ad un sistema di integrazione e di sussidiarietà tra scuola e formazione, tra pubblico e paritario, che nel Veneto è esperienza storica e codificata negli anni, a cominciare dal mondo della formazione professionale, fiore all’occhiello del sistema veneto.  Mi auguro che questo sia il primo passo verso quell’autonomia scolastica che il Veneto si merita e va richiedendo per valorizzare talenti, eccellenze e percorsi che sono il punto di forza del nostro sistema educativo e il vero requisito della capacità economica e produttiva di questa regione”.

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