Il rapper italo-ghanese Bello Figo - Immagine realizzata da Francis Palazzolo (CC 4.0)
Il rapper italo-ghanese Bello Figo - Immagine realizzata da Francis Palazzolo (CC 4.0)

Schio, annullato il concerto di Bello Figo

Schio – “I giovani promotori dell’evento sostengono che i testi del rapper ghanese sono ironici, siamo noi che non comprendiamo la natura goliardica delle sue canzoni. Questo in sostanza il tenore delle tante email e messaggi che ho ricevuto in queste ore, al netto delle minacce di venire denunciato per aver scatenato la polemica attorno al concerto”. A parlare è Alex Cioni, portavoce del Comitato PrimaNoi, tra i principali critici, assieme a Forza Nuova, della scelta fatta da una discoteca di Schio di ospitare, nella serata del 30 giugno, il cantante rap italo-ghanese Bello Figo. Adesso il concerto sarebbe a rischio, anzi il Giornale di Vicenza riporta la notizia che si sarebbe scelto di annullare l’esibizione proprio per le troppe polemiche che ha sollevato.

“Le minacce – prosegue Cioni – francamente mi lasciano indifferente, ribadisco invece che l’ironia è altra cosa. In tempi così difficili non si scherza: né su chi rischia di lasciarci la pelle in mare su qualche gommone perché illuso di trovare qui la panacea risolutrice dei suoi problemi, né sugli Italiani che nonostante le tante criticità e deficienze organizzative e le opposizioni di larga parte della popolazione, accolgono questi sedicenti profughi togliendo il pane dalla bocca dei propri figli”.

“Nessuno contesta il diritto di divertirsi. Si contesta il cattivo gusto di fare da sponda a simili soggetti per il mero scopo di fare business. L’Italia è piena di brave band e gruppi musicali. La domanda è: quale divertimento trovate nel farvi insultare? Non sarà forse che la gran parte dei promotori sono stranieri o figli di immigrati di seconda generazione? Forse sono gli stessi che pretendono di ottenere la cittadinanza italiana, senza dimostrate di rispettare, quanto meno, la nazione nella quale stanno crescendo. Ed eventi come quello in programma a Schio il 30 giugno ne è una delle tante dimostrazioni”.

Al di là delle polemiche e delle strumentalizzazioni, e stendendo un velo sulla qualità musicale ed artistica dell’esibizione di cui stiamo parlando, non è comunque  una buona notizia la cancellazione dell’esibizione di Bello Figo, se sarà confermata. Per il semplice motivo che alla fine si sarà trattato di un’ennesima censura. Certo, quello di Bello Figo non è teatro civile di coraggiosa denuncia, o di sferzante fustigazione di malcostumi troppo spesso accettati.

La musica del giovane rapper italo-ghanese ci pare soprattutto una furba trovata per fare soldi, per altro a scapito proprio dell’esercito di profughi che invece fa la fame. Tuttavia, censurando non si ottiene nulla e si fa passare il concetto che è lecito impedire agli altri di fruire di qualcosa se questo qualcosa a noi non piace. Censurare è una prevaricazione insomma, sempre. Quello che serve è invece offrire spettacoli all’altezza, e valorizzare la vera arte, cosa che in Italia purtroppo non si fa abbastanza perché non si sceglie sulla base del talento e della qualità ma per intrecci spesso inconfessabili, ai quali conviene lanciare il primo, innocuo, Bello Figo che passa.

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