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Asiago, presto il restauro del Sacrario militare

Asiago – Nell’anno del centenario della Grande Guerra Asiago farà i lavori di restauro conservativo del suo Sacrario militare. Sono stati programmati dalla presidenza del Consiglio dei ministri, che ha previsto un contributo di 3,8 milioni di euro destinato alla completa sistemazione del monumento che ricorda i caduti del conflitto del 1915-1918. “Non posso che esprimere la più sincera soddisfazione per questo importante intervento, volto a donare una nuova vita al Sacrario militare del Leiten – ha commentato il sindaco di Asiago, Roberto Rigoni Stern -. Chiedevamo questi lavori da anni, anche a sostegno del grande sforzo compiuto dall’associazione alpini, che ogni giorno s’impegna perché il monumento continui ad onorare i caduti della Grande Guerra”.

Ricordiamo che la costruzione del sacrario di Asiago iniziarono nel febbraio del 1932 e terminarono nell’ottobre del 1936. Da allora il monumento non ha più avuto rilevanti lavori di restauro o di manutenzione. In quest’ottica la scorsa settimana è stato fatto un primo sopralluogo al quale, oltre al sindaco, hanno partecipato il generale Rosario Aiosa, il tenente colonnello Giuseppe Margoni e gli architetti Maria Graziella Monaco e Anna Pia Parente, della presidenza del Consiglio dei ministri Struttura di missione per gli anniversari d’interesse nazionale. Al Sacrario Militare di Asiago, che sorge a ridosso del centro abitato sul colle Leiten a quota 1.058 metri, si accede attraverso una strada rettilinea, denominata Viale degli Eroi.

“L’idea di raccogliere le salme inumate nei cimiteri di guerra provvisori all’interno di grandi ossari militari da ubicare lungo i tre principali fronti di battaglia – spiega il Comune di Asiago -, secondo quello che fu il programma generale per la sistemazione definitiva delle sepolture militari italiane, redatto nel periodo fascista, trova nella realizzazione del Sacrario Militare di Asiago una delle sue massime espressioni. Lì riposano i resti di 54.286 caduti italiani ed austro ungarici della prima guerra mondiale, dei quali oltre 33 mila sono ignoti e tre sono caduti nella della guerra 1940-1945. I nominativi dei soldati noti sono incisi, in ordine alfabetico, da sinistra a destra sui singoli loculi”.

“I resti mortali di 21.491 caduti italiani ignoti e 11.762 austro ungarici ignoti sono invece raccolti in grandi tombe comuni nelle gallerie centrali più prossime alla cappella. Il Sacrario, che rappresenta uno dei più importanti monumenti commemorativi della Grande Guerra (assieme a Redipuglia e Cima Grappa), è composto di due parti essenziali: un basamento quadrangolare costituito dalle gallerie di inumazione, comunemente denominato cripta, e il grandioso arco trionfale superiore. Per la realizzazione del progetto fu incaricato l’architetto Orfeo Rossato”.

Quanto all’intervento adesso programmato, l’inizio dei lavori è previsto per il 2018. Il sacrario presenta le tipiche forme di degrado causate dalle intemperie. Oggetto dell’intervento saranno le infiltrazioni d’acqua, che dalla superficie della terrazza interessano la parte sottostante (gallerie e depositi), e le efflorescenze sulle superfici in pietra e marmo interne al monumento, le fessurazioni d’intonaco, il distacco della vernice nelle volte e lo sgretolamento degli elementi lapidei, in particolare della scalinata d’accesso all’arco.

Inoltre sarà installato un nuovo impianto per innovative modalità espositive museali, saranno abbattute le barriere architettoniche, probabilmente ponendo un ascensore all’interno dei tre piloni cavi (il quarto è occupato da una scala a chiocciola), saranno resi a norma i servizi igienici, sarà realizzato un locale bar e ristoro e saranno sistemate le zone esterne adiacenti. I lavori saranno finanziati con fondi messi a disposizione dalla Regione e dalla presidenza del Consiglio dei ministri, impegnate sul capitolo di bilancio dedicato alla commemorazione del centenario della Prima Guerra Mondiale. Il sacrario è proprietà demaniale dello Stato e dipende dal Commissariato generale onoranze ai caduti in guerra.

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