martedì , 20 Aprile 2021

Profughi, nuovi arrivi in vista. Sprar nel mirino

Vicenza – Sono giorni molto caldi sul fronte della gestione degli arrivi dei profughi in Italia. Del resto il problema si accentua in estate, con le condizioni meteo più favorevoli alla traversata del mediterraneo. E i migranti, in  questi giorni, stanno sbarcando in numero notevole nel nostro Paese.  Sebbene le autorità avvertano che si troveranno soluzioni di accoglienza diffusa, è forte il rischio che questo non sia nella realtà possibile, e che ci sia bisogno della creazione e dell’uso dei cosidetti hub. Anche a Vicenza, in prefettura, se ne starebbe parlando, tracciando un piano per gestire la quantità di profughi che certamente sarà destinata al nostro territorio.

Come sempre avviene in questi casi, a fare la voce grossa sono le destre, soprattutto quella estrema di Forza Nuova, alla quale si affianca il comitato PrimaNoi. Per quanto riguarda la prima, essa si dice “pronta a guidare la protesta della popolazione vicentina, in qualsiasi città della provincia, dove il prefetto intende individuare un hub per l’accoglienza” di quelli che definisce “presunti profughi”. Pur in modo, come sempre strumentale ed esagerato, Forza Nuova parla di una situazione divenuta insostenibile e di gente esasperata, invitando i vicentini “a scendere in piazza e difendere centimetro su centimetro il nostro territorio, da quella che sta diventando una vera e propria invasione”.

“Tutti i comuni coinvolti nello Sprar – prosegue Forza nuova in una nota -, su tutti quello di Vicenza, devono stralciare tutti gli accordi raggiunti con la Prefettura. Invitiamo tutti i sindaci a farsi carico della responsabilità di tutelare i cittadini e dire no a qualsiasi proposta o richiesta dovesse arrivare dalla prefettura. Lo Sprar è una grande fregatura, nata per progetti di integrazione per coloro già in possesso del permesso di soggiorno, non per una massa di clandestini e sbandati, provenienti da chissà dove”.

Quanto invece al comitato PrimaNoi, ha avviato una petizione da presentare al sindaco di Schio per “aprire una riflessione sul progetto Sprar”, al quale il comune scledense ha rinnovato l’adesione. Nella petizione, per la quale inizierà domani, sabato 1 luglio, la raccolta delle firme  con un gazebo in piazza Rossi, si legge l’invito “affinché il Sindaco offra delle garanzie che stabiliscano con trasparenza che nella rete Sprar non saranno inseriti i sedicenti profughi (migranti economici), comunque quegli stranieri provenienti dalla rotta libica, già ospitati in decine di appartamenti della città, ma solo coloro che rientrano nei requisiti per la seconda accoglienza”.

“Nell’atto costitutivo – sottolinea Alex Cioni, portavoce di PrimaNoi – i progetti Sprar sono stati pensati per offrire una seconda accoglienza utile ad aprire percorsi di integrazione, di inserimento sociale e lavorativo di persone già titolari di protezione internazionale. Con il pacchetto Minniti, invece, il Ministero dell’interno intende favorire l’inserimento degli immigranti direttamente nei centri Sprar estorcendo il consenso dei sindaci attraverso lil pagamentop di 500 euro a profugo. Così facendo lo Sprar viene snaturato nella sua essenza originale, per essere utilizzato come elemento di pressione verso quei primi cittadini refrattari all’accoglienza diffusa di soggetti che non hanno titolo per essere accolti in Italia”.

Con la raccolta firme i promotori non chiedono solamente delle garanzie al sindaco di Schio, Valter Orsi, ma sollecitano “l’amministrazione comunale ad abbandonare senza indugi il progetto Sprar qualora la Prefettura attuasse pressioni e forzature per l’accoglienza di altri immigrati dopo che la città ne ospita oltre duecento in appartamenti grazie alla disponibilità di proprietari privati e all’interessamento di cooperative”.

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