Banche, risparmiatori davanti alla Prefettura...

Popolari venete, Puppato: “Non è una svendita”

Roma – “Tra stasera e domani ci sarà un Consiglio dei Ministri che deciderà il futuro delle banche popolari venete. L’obiettivo è quello di garantire le migliaia di clienti, obbligazionisti e dipendenti”. Sono parole di Puppato, senatrice Partito Democratico e socia, lei stessa, di Veneto Banca, che ha contribuito a ricapitalizzare nel giugno del 2016. Secondo la senatrice l’unica istituzione che si è impegnata davvero sul caso di Veneto Banca e della Popolare di Vicenza sarebbe proprio il governo, “prima salvandole -sottolinea – attraverso il Fondo Atlante e ora con la facilitazione del passaggio a Intesa e l’assunzione su di sé degli Npl (non performing loans, ovvero i crediti deteriorati) attraverso la bad bank, unico modo per garantire che le banche possano provare a ricostruire la propria presenza sul territorio e sui mercati”.

Laura Puppato
Laura Puppato

“Da parte del centrodestra e del M5S – continua Puppato – si è sfruttata la difficoltà di comprensione di un tema così difficile e complicato, per far passare anche questo intervento di salvataggio come una ruberia. Questo è falsificare la realtà. Le banche sono andate in crisi perché per anni hanno prestato denaro a chi non poteva restituirlo, senza vincoli e senza firme, costruendo al contempo imperi finanziari che avevano la stessa solidità di castelli di carta. Quando il Fondo Atlante intervenne, il fallimento era un’ipotesi più che fondata, mentre oggi è stata sventata”.

La senatrice Pd continua rilevando che con con Intesta si può ora “iniziare un nuovo percorso e le battuete sul costo di un euro sono fuori luogo, visto che non è il valore dell’acquisto della proprietà a determinare il futuro delle popolari, ma la loro capacità di creare un giro d’affari e Intesa, ricordo, dovrà metterci, nella migliore delle ipotesi, 1,2 miliardi di euro solo per l’ulteriore ricapitalizzazione. Quindi, quanti oggi arricciano il naso e dicono che per un euro la comprano anche loro, rispondo di accomodarsi e presentare la loro offerta. Strano a dirsi ma sono gli stessi che hanno contribuito a spolparle le banche in questo periodo, creando condizioni di aggressione e di sfiducia che hanno allontanato investitori e clienti. Strano a dirsi, ma fuori dal Ministero non c’è la fila per quello che dovrebbe essere l’affare del secolo”.

“L’obiettivo – conclude la Puppato – ora è mantenere il marchio e la presenza territoriale delle due banche, cosa che è possibile solo a determinate condizioni, la bad bank si assumerà gli oltre 15 miliardi di Npl dei due istituti, che potranno comunque servire a costituire un tesoretto di un certo valore, da valutare in una forbice che può andare dal 10 al 50%, capace di far recuperare almeno in parte le perdite. L’operazione Veneto Banca e Popolare di Vicenza procede e sarebbe auspicabile da parte della Regione e delle opposizioni una fattiva collaborazione, almeno per non far prevalere la logica del muoia Sansone e tutti i Filistei”.

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