Economia

BpVi, l’economia vicentina si appella a Gentiloni

Vicenza – Uno spettro si aggira per il Veneto. Si levano infatti in queste ore voci  sempre più forti di preoccupazione riguardo al futuro di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, anche perché il tempo passa e si avvicina il termine fissato dall’Europa, la fine di giugno, entro il quale dovrà essere sbrogliata la matassa della ricapitalizzazione dei due istituti di credito. Che la preoccupazione stia salendo appare chiaro dai toni che vengono usati nelle stanze del potere, e dagli appelli che si levano al massimo livello.

Come quello contenuto in una lettera inviata dal presidente della Camera di Commercio di Vicenza, Paolo Mariani, al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. In essa mariani esprime tutta la preoccupazione del territorio per il rischio di bail-in o addirittura di fallimento per i due istituti se il governo non interverrà rendendo possibile la ricapitalizzazione precauzionale. Ricordiamo che Breuxelles chiede che i soldi necessari non vengano tutti dallo Stato ma che una parte di essi, un miliardo di euro per BpVi, arrivi da investitori privati. E questo è molto difficile che avvenga.

Tra l’altro il presidente della Camera di Commercio vicentina sottolinea proprio la situazione di “fuga” dei risparmiatori e degli investitori dalle due banche in difficoltà, che potrebbero proprio crollare per questo più presto di quanto si pensi. Urge dunque intervenire senza indugi.

“E’ forte – si legge nella lettera -la preoccupazione del tessuto economico vicentino e delle sue categorie. Se non verrà tracciato un percorso rapido di salvataggio, i due istituti, che rappresentano di gran lunga il più importante partner bancario per le imprese del territorio,  rischiano di  implodere spontaneamente mettendo in grave difficoltà un territorio che ha sempre contribuito in maniera determinante al Pil nazionale”. In questa pagina la lettera del presidente della Camera di Commercio di Vicenza al presidente del Consiglio dei ministri.

 

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