Veneto

Donazzan: “Difendiamo i sacrari militari”

“Alla vigilia del 2 giugno, e ad un anno dalla chiusura delle commemorazioni per il Centenario della Grande guerra, vorrei condividere con voi la mia preoccupazione per i nostri Sacrari Militari”. Sono le prime righe di una lettera che l’assessore regionale all’istruzione, alla formazione, al lavoro e pari opportunità, Elena Donazzan, ha inviato a Sebastiano Favero e ad Antonio Baretta, rispettivamente presidenti dell’associazione nazionale alpini e dell’associazione nazionale del fante.

“I sacrari – continua la missiva – rappresentano la nostra identità, l’eroismo e lo spirito di sacrificio con cui i nostri padri e nonni difesero la patria, l’amore di chi per un’ideale seppe rinunciare al bene della vita. La Grande guerra riunì l’Italia sotto un’unica bandiera: ragazzi provenienti da ogni parte d’Italia divennero fratelli, vivendo fianco a fianco nelle trincee e sui campi di battaglia e, alla fine, riposando fianco a fianco in quei sacrari che testimoniano la grandezza del loro sacrificio”.

“Spiace, per questo, constatare che la Struttura di missione per gli anniversari di interesse nazionale, istituita con un decreto del presidente del consiglio del 2012, non abbia ancora proceduto a finanziare tutta una serie di interventi di messa in sicurezza, riqualificazione e ripristino dei nostri sacrari, che necessitano di lavori seri e tempestivi, per poter continuare ad esercitare quel ruolo legato alla memoria di un popolo che, in quei luoghi, ritrova la patria”.

“Sarebbe dunque auspicabile – conclude la lettera – che tutti noi, con diversi ruoli e responsabilità, ci unissimo per denunciare questa situazione. Chiedo il vostro aiuto anche come presidente del comitato Riapriamo il tempio ossario, una iniziativa spontanea, che ha coinvolto cittadini innamorati della loro terra e della storia che la circonda, i quali, unendo le risorse private a quelle pubbliche, hanno permesso la riapertura del tempio, simbolo per Bassano del Grappa e per l’Italia. Ora, però, ci serve quell’aiuto che pur essendo stato promesso dal governo, non è ancora arrivato”.

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