Veneto

Confronto in Regione sulla emergenza idrica

Venezia – L’emergenza idrica in Veneto e il suo impatto in agricoltura al centro, nei giorni scorsi, dell’ultima seduta della Terza commissione permanente del Consiglio regionale del Veneto, presieduta Sergio Berlato, consigliere regionale e coordinatore per il Veneto di Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale. Durante i lavori della commissione sono stati ascoltati i rappresentanti delle organizzazioni agricole, di Avepa, Avisp, dei Consorzi di bonifica, di Anbi, Arpav e Federazione degli ordini dei tecnici agronomi e forestali del Veneto.

Nel corso dei lavori sono stati sottolineati almeno due elementi di criticità, ovvero la mancanza di precipitazioni nevose nel corso dell’inverno e le scarse piogge nel periodo successivo dell’anno, “mancanze – spiega una nota della commissione – che hanno provocato criticità sia al livello delle sorgenti montane sia a quello delle falde di pianura,  con la conseguenza che, seppur il livello delle sorgenti montane appare in ripresa, rimane ai minimi storici il livello di falda”.

Nel mese di aprile i problemi sono apparsi evidenti per tutti i corsi d’acqua regionali. Particolarmente critica è la situazione del fiume Adige, la cui portata di 25 metri cubi al secondo rappresenta il minimo storico assoluto e costituisce un ulteriore aggravamento del problema del cuneo salino. L’unico dato positivo del periodo è rappresentato dal livello dei serbatoi idroelettrici, ai massimi storici, ma questa considerazione vale soprattutto per il Veneto. I serbatoi dell’Adige, infatti, sono ai minimi, ed in questo caso il problema non è solo Veneto.

“Il presidente della Terza commissione – conclude la nota -, a fronte dei problemi provocati dalla mancanza di precipitazioni e della situazione di particolare criticità in cui versa il fiume Adige, ha proposto una soluzione mediana che contemperi i vari interessi in gioco e che sarà contenuta in una mozione che verrà presentata in consiglio regionale, un atto politico che consentirà alla giunta di predisporre un piano irriguo regionale per prevedere e prevenire queste situazioni che ormai si presentano con una certa ciclicità”. Si dovrà anche tenere conto del fatto che, nel caso dell’Adige, la regione Trentino Alto Adige non potrà non essere coinvolta.

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