Confagricoltura: “Aziende in difficoltà senza voucher”

Vicenza – “Siamo la prima organizzazione datoriale agricola, con i due terzi sul totale delle imprese del comparto che danno lavoro a oltre mezzo milione di lavoratori. Ma in Italia le norme sono sempre più complicate e costose, o si fanno scelte incomprensibili come l’eliminazione dei voucher. Abbiamo bisogno di politiche più semplici e attente alle strutture delle imprese, che evitino un arretramento che danneggerebbe sia noi che i lavoratori”. Così Michele Negretto, presidente di Confagricoltura Vicenza, ha introdotto il convegno “Lavoro in agricoltura: voucher, appalti, caporalato” all’assemblea annuale che si è svolta ieri, mercoledì 31 maggio, nella barchessa di Villa Sangiantofetti Rigon, a Barbarano Vicentino.

Erano presenti anche Roberto Caponi, direttore dell’area sindacale di Confagricoltura, Elena Donazzan, assessore all’istruzione, formazione e lavoro della Regione Veneto, Nicola Storti, segretario provinciale della Uil-Uila (agroalimentare),in rappresentanza dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, e il presidente di Confagricoltura Veneto, Lodovico Giustiniani. Negretto ha snocciolato i numeri del panorama agricolo berico, che gode di buona salute. Nel vicentino, secondo i dati Inps del 2016, sono 670 le aziende datrici di lavoro nel settore, per un totale di 603 mila giornate lavorative, con l’impiego di 1.400 operai a tempo determinato e tremila a tempo indeterminato. A questi vanno aggiunti gli impiegati e i quadri.

“Come Confagricoltura – ha rimarcato Negretto – abbiamo chiesto di ridurre il cuneo fiscale e contributivo, di introdurre regimi amministrativi e contributivi semplificati e meno onerosi per i rapporti di lavoro. Ricordo che a Vicenza, secondo i dati Inps 2016, i disoccupati sono oltre 24 mila, con un tasso di disoccupazione del 6,2%, in aumento del 1,40% rispetto al 2015. Noi abbiamo presentato proposte, con interventi reali, che potrebbero portare nuovi posti di lavoro. Ma la burocrazia insostenibile, i troppi adempimenti e i sistemi di gestione e controllo determinano costi inaccettabili sia per il sistema delle imprese, sia per le amministrazioni pubbliche”.

Inevitabile l’affondo sul tema dei voucher, la cui mancanza, sottolinea Confagricoltura, si sta già facendo sentire nelle prime raccolte stagionali e mette in difficoltà molte aziende. “Nel 2016 in Veneto ne sono stati venduti 17 milioni, contro i 14 milioni del 2015. Solo 610 mila, però, sono stati utilizzati dal settore agricolo, per circa 12 mila lavoratori. A Vicenza sono stati venduti 42 mila voucher agricoli, quarti per numero in regione, con utilizzo principale nella vendemmia. Erano un valido sistema di pagamento del lavoro occasionale e accessorio, per mezzo del quale i giovani e i pensionati arrotondavano e i cassintegrati e i disoccupati potevano usufruire di una piccola fonte di reddito nei momenti di difficoltà. Non comprendiamo perché i buoni si siano eliminati in un settore che li ha sempre utilizzati legittimamente e senza abusarne. Chiediamo che si individui al più presto uno strumento alternativo, agile e flessibile”.

Negretto ha parlato anche di caporalato, ricordando il codice etico di Confagricoltura che prevede l’espulsione immediata per le imprese che non si muovono all’interno della legalità del lavoro. “Ripudiamo ogni forma di sfruttamento dei lavoratori – ha sottolineato -, ma la nuova legge non effettua le necessarie distinzioni tra chi, con violenza e minaccia, sfrutta e degrada i lavoratori e chi, invece, assume e assicura regolarmente i propri dipendenti, incorrendo in violazioni occasionali di tipo formale”. Le aziende agricole, ha ricordato il presidente, sono sempre più attente, anche sul fronte della sicurezza. “Nel 2016 – ha aggiunto – si è assistito a un ulteriore calo degli infortuni. Noi abbiamo implementato i nostri corsi di formazione, formandoli sulle norme di sicurezza, sull’uso di attrezzature e dei prodotti chimici e fornendo abilitazioni professionali e patenti trattori”.

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