Sonig Tchakerian (Foto Luigi De Frenza)
Sonig Tchakerian (Foto Luigi De Frenza)

Chausson e Debussy alle Settimane Musicali

Vicenza – Terzo e ultimo appuntamento con la musica da camera delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico di Vicenza, questa sera alle 21. La serata proporrà una Parigi a cavallo tra ‘800 e ‘900, con Claude Debussy e Ernest Chausson, e ad eseguire formazioni molto diverse fra loro, dal quartetto d’archi al duo violino e pianoforte, fino all’insieme di pianoforte, violino e quartetto, nel concerto di Chausson, una composizione di grande virtuosismo strumentale che, in chiusura di programma, porterà sul palco tutti i musicisti ospiti. Protagonisti, assieme a Sonig Tchakerian, saranno Andrea Lucchesini, che torna al festival dopo diverse presenze negli ultimi anni, ed il Quartetto Noûs, con Tiziano Baviera e Alberto Franchin al violino, Sara Dambruoso alla viola e Tommaso Tesini al violoncello, che invece sarà al suo debutto nel teatro palladiano.

L’ampia attività di Andrea Lucchesini, contrassegnata dal desiderio di esplorare la musica senza limitazioni, lo vede proporre programmi che spaziano dal repertorio classico a quello contemporaneo, sia in concerto che nelle numerose incisioni discografiche. Accademico di Santa Cecilia e direttore artistico della Scuola di Musica di Fiesole dal 2008 al 2016, si dedica con passione all’insegnamento, tenendo masterclass presso importanti istituzioni musicali europee, quali la Musik Hochschule di Hannover, il Sommer Wasserbuger Festspiele e il Mozarteum di Salisburgo.

Noûs, invece, è un antico termine greco che significa mente, razionalità, ma anche ispirazione e capacita creativa. Il Quartetto Noûs, formato da quattro giovani musicisti italiani, nasce nel 2011 nell’ambito del conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano. Vincitore di premi in vari concorsi internazionali, nel 2015 si aggiudica il Premio “Piero Farulli”, assegnato alla migliore formazione cameristica emergente dell’anno in corso, nell’ambito del trentaquattresimo Premio “Franco Abbiati”, il più prestigioso riconoscimento della critica musicale italiana. Nello stesso anno riceve inoltre, dal Teatro La Fenice di Venezia, il Premio internazionale “Arthur Rubinstein – Una Vita nella Musica”.

Il concerto si aprirà con il Quartetto per archi in sol minore op. 10 di Debussy, una composizione del 1893. Si tratta del primo lavoro importante per l’allora trentenne musicista, desideroso di dimostrare la solidità della propria tecnica in questo severo genere cameristico. Concepita all’epoca dell’amicizia con Ernest Chausson, allievo di Franck, questa pagina risente degli influssi franckiani, soprattutto nella forma ciclica che permea la struttura dei suoi quattro movimenti.

Si proseguirà ancora con Debussy, con il duo Tchakerian e Lucchesini interprete della Sonata per violino e pianoforte; una composizione nata tra l’estate 1915 e l’inverno 1917, quando Debussy era malato e soffriva dell’isolamento forzato dalla guerra mondiale. In chiusura di serata, tutti gli artisti insieme saranno protagonisti del Concerto in re maggiore op. 21 per pianoforte, violino e quartetto d’archi di Ernest Chausson. Lo stesso compositore definì i due strumenti principali di questo ensemble inusuale come “proiezioni su sfondo di quartetto”.

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