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Campo Marzo, Ferrarin (M5S): “Recintare non serve”

Sull’ipotesi di recintare Campo Marzo per sottrarlo al degrado e aumentare la sicurezza, eventualità che in questi giorni divide Vicenza, interviene anche il consigliere comunale vicentino del Movimento 5 Stelle Daniele Ferrarin…

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Vicenza – La questione Campo Marzo e la sua recinzione sono entrate prepotentemente nel dibattito politico cittadino. I rappresentanti di maggioranza della giunta guidata da Variati e Bulgarini d’Elci si dividono sull’opportunità o meno, di recintare il parco storico della città per motivi di ordine pubblico. La destra vicentina, con le sue varie articolazioni, conferma la sua posizione a favore del progetto di recinzione di Campo Marzo, e accusa la giunta di grave ritardi nella sua esecuzione. Campo Marzo fin dalle sue origini è stato oggetto di variazioni e modifiche.

I vari progettisti che si sono succeduti hanno sempre avuto una visione ampia sul suo ruolo e spesso è stato al centro di discussioni tra la popolazione. Il Movimento Cinque Stelle non aderisce ad alcuna delle tifoserie in campo, in gran parte prigioniere di una visione ideologica del problema. Di sicuro con la recinzione non sarà risolto il problema di fondo dell’ordine pubblico, che sarà solo spostato in zone limitrofe. E’ necessario che l’amministrazione si faccia carico di un progetto complessivo dell’intera area che comprende la stazione, viale Milano e piazzale Bologna.

Rivitalizzare l’intera zona e collegarla alla realtà del centro storico non è una sfida impossibile e presuppone un ampio confronto con i cittadini e le categorie economiche, nonché una capacità progettuale che sino ad ora Variati & C. non hanno avuto. E’ necessario avvalersi di esperienze di studio e di confronto con una riflessione più sistematica finalizzata a recepire un quadro più articolato possibile sulle tendenze in atto nella progettazione e nella rivitalizzazione dei parchi pubblici.

Vanno tenuti presenti i temi dell’ecologia e della biodiversità, della partecipazione sociale, dei vincoli di budget e delle ripercussioni sulla manutenzione e, più in generale, del bisogno crescente di conciliare ambiente urbano e turismo. Ridurre il tutto ad una cancellata o ad un muro in un momento in cui anche l’Unesco sta valutando i gravi errori di sviluppo urbanistico della città è un modo semplicistico di risolvere la questione del degrado sociale di una vasta area della città.

Daniele Ferrarin – Portavoce consigliere comunale M5s Vicenza

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