Il rapper italo-ghanese Bello Figo - Foto ricavata dal video del cantante (vedi in basso nella pagina)
Il rapper italo-ghanese Bello Figo - Foto ricavata dal video del cantante (vedi in basso nella pagina)

Bello Figo a Schio, il rapper ragazzino che divide

Schio – Qualche mese fa, parlando del cantante vincitore a Sanremo quest’anno, ovvero di Francesco Gabbani, un critico musicale ha detto: “di lui, negli anni ’70, non ci saremmo neanche accorti”. Parole sacrosante, anche se Gabbani, tutto sommato, pur essendo più furbo che bravo, non è neanche dei peggiori. Visto che oggi siamo in vena di sferzate contro la decadenza delle arti, e che la cronaca ce ne dà il destro, parliamo di un altro cantante, un giovanotto appena 20enne che sembra stia avendo notevole successo tra i ragazzi, un rapper italo-ghanese che di buono mette la provocazione nei suoi brani, che di cattivo mette una provocazione banale e inoffensiva per il potere (se non addirittura funzionale ad esso), e che infine, musicalmente parlando, negli anni 70 ci avrebbe soprattutto fatto ridere.

Il nostro personaggio si fa chiamare Bello Figo e, nella serata del 30 giugno sarà ospite della discoteca Hollywood di Schio. Il problema, innanzitutto, è che il nostro rapper, a suo tempo immigrato dal Ghana, nei suoi testi mette provocazioni tese sì a sferzare una certa italianità insofferente e intollerante nei confronti del fenomeno migratorio, ma lo fa usando le armi sbagliate, non quelle dell’arte e del “giusto” ma esaltando gli aspetti peggiori dello stereotipo del profugo. E quindi dice… “Io non faccio operaio”, “io non pago affitto”, “io sto in albergo a 4 stelle”, “andiamo in stazione a rubare”, “vogliamo il Wi-Fi”, ed altre amenità del genere.

Non potevano che arrivare puntuali le rimostranze di chi il problema dell’immigrazione lo cavalca da sempre, ovvero le destre. Sono insorti Matteo Salvini, Alessandra Mussolini e, sul nostro territorio, Forza Nuova, con la richiesta che sia annullato il concerto di Bello Figo (che con il suo rap sta facendo un magnifico regalo proprio al fronte anti-profughi). Trarremo le nostre conclusioni, dicono gli attivisti di Forza Nuova, se “le autorità non inviteranno il gestore del locale a desistere da questa pagliacciata”.

“Nella situazione di disagio che si vive in alcune zone italiane – commenta Daniele Beschin, segretario provinciale del movimento di estrema destra – le parole di questo personaggio sono come benzina sul fuoco. E’ evidente che il 30 giugno la mobilitazione sarà massiccia ed ognuno dovrà assumersi le sue responsabilità, anche se auspichiamo prevalga il buonsenso soprattutto da parte delle autorità chiamate a gestire l’ordine pubblico. In caso contrario ci mobiliteremo, con gli altri movimenti dell’area, per impedire questo scempio”.

“Se a pronunciare certe parole – continua Beschin -, contenute nei testi delle canzoni di questo fenomeno da baraccone, fosse stata una qualsiasi altra persona, magari bianca, si sarebbe gridato allo scandalo, al sessismo, all’odio razziale con relativa applicazione della legge Mancino. Ci chiediamo dove sono invece tutte le femministe, come mai non si indignano di fronte ad un pagliaccio che invita a violentare le donne bianche e a rubare. Ho parlato ieri con il gestore del locale ed è stato un dialogo cordiale, durante il quale abbiamo spiegato le nostre ragioni. Mi sembra che qualche segnale di apertura ci sia stato anche se mi ha detto che il passo deve venire essenzialmente dalle autorità preposte, il questore su tutti. In tutta Italia, questi concerti demenziali stanno subendo annullamenti un pò ovunque, il periodo storico lo impone, la tensione sociale è alle stelle e non abbiamo bisogno di provocazioni e pagliacciate”.

Di seguito il video, disponibile su You Tube, del brano di Bello Figo più contestato.

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