Banche venete, Renzi: “Salvarle a tutti i costi”

Vicenza – “Prima di parlare della data delle elezioni a me interessa capire cosa dobbiamo fare oggi. In questo momento per me la priorità numero uno, più della legge elettorale, più degli ottimi dati Istat su occupazione e crescita, più della data delle elezioni, è la questione delle banche venete. Non mi interessa la banca in quanto tale: sono stato tra i primi a chiedere l’azione di responsabilità contro i vecchi amministratori. Mi interessa il Nord Est, le sue famiglie, le sue imprese. Un tessuto sociale e imprenditoriale generoso che con passione è volontà ha sempre spinto in avanti l’Italia. Il Paese deve molto al Nord Est”.

Sono parole del segretario del Partito Democratico ed ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, un passaggio di una lunga intervista rilasciata al Sole 24 Ore e pubblicata oggi dal quotidiano economico. Renzi, nell’intervista, parla in realtà più da premier che da semplice segretario di partito, su diverso argomenti, ma questo non meraviglia più di tanto data la situazione italiana, ed anche dato che ormai si parla di un voto politico vicino, subito dopo il varo di una nuova legge elettorale che almeno non dovrebbe fare a pugni con la Costituzione e con il buonsenso.

Per quanto riguarda ciò che più ci interessa, ovvero il futuro della banche venete, Renzi è esplicito e dice che farle crollare è una ipotesi da respingere con tutte le forze. Smentisce dunque timori espressi da qualcuno, in Veneto, secondo i quali il governo, nella trattativa con l’Europa, avrebbe soprattutto a cuore il salvataggio di Mps, magari anche sacrificando anche le due popolari venete. Il segretario del Pd rassicura oggi il Nord Est e definisce l’ipotesi di lasciare al loro destino Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca “figlia di una visione algida e burocratica della realtà”.

“O, peggio ancora – aggiunge Renzi -, figlia di un disegno finalizzato a prendere asset di un territorio che è tra i più ricchi e operosi del continente. Nell’uno e nell’altro caso vorrei che tutte le istituzioni, a cominciare da quelle del territorio, si unissero per salvare le due banche senza riguardo al colore politico ma giocando tutti con la maglia tricolore”.

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