Cultura e Spettacoli

Vicenza, “La fabbrica dei preti” al Teatro Astra

Vicenza – Martedì 9 e mercoledì 10 maggio, torna a Vicenza una delle voci più potenti e innovative del teatro di narrazione italiano. E’ Giuliana Musso che proporrà, in entrambe le date alle 21, al Teatro Astra, lo spettacolo “La fabbrica dei preti”, sulla dimensione umana dei sacerdoti all’epoca del Concilio Vaticano II. Racconterà insomma i seminari degli anni ‘50 e ’60, in due serate durante le quali saranno anche effettuate le riprese per la realizzazione del dvd dello spettacolo, che sarà prossimamente in distribuzione, prodotto da La Corte Ospitale in collaborazione con Popcult.

“Quello della Musso – spiegano gli organizzatori – è uno degli spettacoli di teatro civile più applauditi degli ultimi anni, che ha saputo gettare una luce profondamente umana su un passaggio storico, il Concilio Ecumenico del 1965, che vide la Chiesa, in bilico tra volontà di dialogo e ostinata chiusura, confrontarsi con una società in cambiamento. In particolare vi si affronta il tema della dimensione affettiva dei sacerdoti che in quegli anni venivano formati all’interno dei seminari”.

Già sul palco dell’Astra nel 2012, quando aveva inaugurato la stagione con una serata da tutto esaurito, l’autrice e attrice friulana d’adozione ma vicentina di nascita torna dunque nella nostra città con questo lavoro ispirato alle pagine di “La fabriche dai predis”, di Don Antonio Bellina, un infuocato pamphlet, semiclandestino e mai tradotto, in cui il seminario, viene descritto come struttura immutabile, iperconservatrice e sessuofobica, luogo di attuazione di un modello educativo che in nome di Dio privava l’individuo della propria sfera intima, affettiva e relazionale.

“Una contraddizione particolarmente lacerante – continua la nota degli organizzatori – per quei giovani entrati in seminario, ancora bambini, poco prima del Concilio Vaticano II, e usciti sacerdoti alla fine degli anni ’60, in un mondo in piena rivoluzione culturale nel quale si trovarono completamente spiazzati. Una rivoluzione che Giuliana Musso restituisce attraverso la voce di tre anziani preti, nei quali si specchia l’intera generazione dei loro compagni, protagonista di una giovinezza costellata di regole, tabù, gerarchie e frustrazioni, ma anche animata dalla ricerca di una personale forma di felicità.

“I seminari degli anni ‘50 e ‘60 – spiega Giuliana Musso – hanno formato una generazione di preti che sono stati ordinati negli anni in cui si chiudeva il Concilio Vaticano II e si apriva l’era delle speranze post conciliari. Una generazione che fa il bilancio di una vita: una vita da preti che ha attraversato la storia contemporanea e sta assistendo al crollo dello stesso mondo che li ha generati. La dimensione umana dei sacerdoti è un piccolo tabù della nostra società, sul quale vale la pena di alzare il velo, non per alimentare morbose curiosità ma per rimettere l’essere umano e i suoi bisogni al centro o, meglio, al di sopra di ogni norma e ogni dottrina”.

“I seminari di qualche decennio fa hanno operato per dissociare il mondo affettivo dei piccoli futuri preti dalla loro dimensione spirituale e devozionale. Molti di quei piccoli preti hanno trascorso la vita cercando coraggiosamente uno spazio in cui ciò che era stato separato e represso durante la loro formazione si potesse riunire e liberare. A questi preti innamorati della vita ci piacerebbe dare voce e ritrovare insieme a loro la nostra stessa battaglia per  tenere insieme i pezzi”. Per info, prenotazioni e prevendita: info@teatroastra.it, www.teatroastra.it.

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