Vicenza, l’Hotel Adele e la verità necessaria

Vicenza – Per prima cosa, dobbiamo dire che questo non è (e non potrebbe essere) un articolo di cronaca. E’ invece una riflessione politica dato che a mancare è la notizia, o quanto meno essa c’è solo in quanto relazionata, appunto, ad una posizione nello scenario politico nazionale. Un posizione, per altro sfumata, di alcuni esponenti politici, non quindi di un intero partito, movimento o schieramento che sia.

Per farla breve, la questione è quella dell’Hotel Adele di Vicenza dove, sulla base di un accordo con la Prefettura, vengono alloggiati migranti e richiedenti asilo in attesa che venga deciso il loro destino. La “notizia”, lanciata dai comitati Prima NoiPro Bolzano Vicentino e amplificata a livello nazionale da Il Giornale, è che a gestirlo, in parte in proprio e per il resto attraverso una società, sarebbe Gedorem Andreatta, imprenditore e consigliere comunale a Marostica per il Movimento 5 Stelle.

Il problema è invece che negli ultimi tempi i pentastellati nazionali stanno rilasciando dichiarazioni, come l’attacco alle organizzazioni non governative, che mal si conciliano con l’accoglienza dei profughi, o che quantomeno potrebbero essere lette in questo senso. E lo dimostrano anche i commenti che giungono dal mondo politico.

Naturalmente, tanti organi di informazione oggi calcano la mano sulla questione, come del resto accade da tempo persino su piccole mancanze, molto veniali, dei Cinque Stelle, stromabazzate invece come scandali vergognosi da parte di quegli stessi personaggi che, loro sì, davvero, hanno retto il sacco del peggior malaffare.

Ma si sa come vanno queste cose: il sistema di potere in auge tenta di sopravvivere e cerca di farlo attaccando, senza farsi troppi scrupoli, chi sta emergendo. E’ la macchina del fango che ben conosciamo… Sicuramente però il Movimento Cinque Stelle farebbe bene a non esporsi a rischi come questo, cosa che invece adesso sta facendo cercando di raccogliere consensi tra gli elettori della destra.

Sappiamo il perché, comprendiamo che per cambiare l’Italia è necessario rifondare sia il pensiero progressista che quello conservatore, e che quindi bisogna far pulizia innanzitutto di una politica senza più valori né spessore culturale. Tuttavia inseguire la destra su certi temi, basati sull’intolleranza e l’egoismo, sarebbe uno sbaglio. Come lo è stato, ad esempio, l’attacco alle Ong, tra le quali invece ve ne sono parecchie che hanno grandi meriti.

Quello, comunque, di cui veramente non c’è bisogno, anzi di cui veramente non se ne può più, è la strumentalizzazione, l’utilizzo, ormai senza limiti né decenza, di ogni cosa, di ogni sbaglio, di ogni disgrazia, al fine di raccogliere voti, di ottenere consenso. Non ne possiamo più di una politica che parla solo alla pancia degli italiani, come se fossimo un popolo che non ha un cervello, che non sa pensare. E’ vero che sul momento qualche risultato può arrivare, ma quello che si raccoglie non è un vero consenso, non costruisce il futuro.

Franco Oriolo

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