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Un concerto alla Manchester Arena - Foto di Will from Halifax, flickr.com (CC 2.0)
Un concerto alla Manchester Arena - Foto di Will from Halifax, flickr.com (CC 2.0)

Terrorismo, strage degli innocenti in Inghilterra

Manchester – Questa mattina ci siamo svegliati con la notizia di un nuovo, gravissimo, attentato, di una nuova strage di innocenti, e stavolta va detto in senso letterale. Ventidue morti ed una sessantina di feriti, in prevalenza adolescenti ed anche bambini, in una nazione già parecchie volte colpita dal terrorismo di matrice islamica come il Regno Unito. Si è trattato di un attacco kamikaze, alla Manchester Arena, avvenuto dopo la conclusione di un concerto della cantante americana Ariana Grande, idolo dei teanagers. Anche il terrorista è morto, ma l’attacco è particolarmente vile e ripugnante proprio perché ha colpito persone giovanissime. Nessun italiano sarebbe rimasto coinvolto.

Sergio Berlato
Sergio Berlato

Naturalmente è la notizia del giorno sui mezzi di informazione di tutto il mondo, con i dettagli dell’attentato che di ora in ora si fanno più precisi e sconvolgenti. E come sempre si susseguono gli interventi ed i commenti, talvolta giusti e condivisibili, altre volte più strumentali. La premier britannica Teresa may ha parlato di “attacco orribile” ed ha annunciato la sospensione della campagna elettorale per l’imminente voto politico nel paese.

Per quanto riguarda il Veneto, tra i primi ad intervenire a commento dei fatti c’è Segio Berlato, consigliere regionale e presidente della terza Commissione permanente del Consiglio regionale del Veneto. “Mentre si continua a parlare di un’integrazione impossibile – scrive l’esponente politico in una nota -, il terrorismo jihadista continua ad uccidere i nostri figli. L’attacco kamikaze di ieri sera alla fine di un concerto frequentato soprattutto da adolescenti e giovani, ci da conferma che nessun luogo e nessuna città sono al riparo dagli attacchi terroristici. L’atteggiamento buonista, le marce della Pace, ed i gessetti colorati non ci aiuteranno a mettere al riparo noi e le nostre famiglie dal fanatismo religioso”.

“Non ci stancheremo mai di ripetere – conclude Berlato – che il terrorismo va affrontato e combattuto intervenendo con forza e decisione contro qualsiasi forma di radicalizzazione religiosa portatrice di odio contro la nostra civiltà. L’atteggiamento buonista e permissivo delle forze politiche che finora hanno governato ci rende ogni giorno più vulnerabili. Urge un cambio di rotta prima che sia troppo tardi”.

Luca Zaia
Luca Zaia

Anche il presidente della Regione Luca Zaia, poco dopo, è intervenuto rendendo anche noto di aver  disposto l’esposizione delle bandiere a mezz’asta in tutte le sedi della Regione. “Il Bataclan che si portò via anche la nostra Valeria Solesin – ha poi ricordato -, il boulevard di Nizza, i mercatini di Berlino e molte altre croci ancora… Siamo in guerra, di nuovo, anzi non ne siamo mai usciti. Una guerra non convenzionale condotta da individui vili e senza dignità che colpiscono persone inermi e ragazzini in un momento di serenità provocando quella che sarà ricordata come la strage dei bambini”.

“Bisogna rispondere con forza e orgoglio – aggiunge Zaia -, con leggi speciali, con controlli impietosi fin dalle frontiere e in tutta quell’area grigia al confine tra la legalità e l’illegalità dove si nascondono e operano i fiancheggiatori di questi assassini, infiltratisi grazie all’errore storico dell’ospitalità indiscriminata. Basta buonismi, basta se e ma, basta sottili distinguo, perché il nemico, purtroppo non si può che chiamarlo così, non ne fa: colpisce nel mucchio, quasi come se il suo criterio informatore fosse solo l’odio, il gusto barbaro di seminare sofferenza e dolore”.

“Non bisogna cadere nell’errore della generalizzazione – conclude poi il presidente della Regione – perché se non è vero che tutti gli islamici sono terroristi, è anche vero che tutti gli atti terroristici sono di matrice islamica. In queste ore di dolore mi dispiace di aver dovuto sentire anche dichiarazioni nelle quali si evidenziava che l’Italia è ancora immune da queste tragedie. Nulla di più sbagliato, perché la sofferenza non ha confini: è di tutti noi, anche di chi ha avuto la fortuna di non sentirla sulla propria pelle”.

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