domenica , 17 Ottobre 2021
Recoaro ed il suo Stabilimento termale - Foto: Lucamenini (creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/deed.en)
Lo stabilimento termale di Recoaro in una immagine d'archivio - Foto: Lucamenini (CC 3.0)

“Terme di Recoaro salvate dai cittadini”

Venezia – “La Regione festeggia la rinascita delle Terme di Recoaro, dimenticando le proprie responsabilità: vent’anni di gestione pubblica e di direttori nominati dalla politica di maggioranza”. Questo il commento della consigliera regionale, della lista Amp, Cristina Guarda, all’indomani dell’inaugurazione della prima stagione con gestione locale privata per lo stabilimento termale recoarese. “Il turismo lo fa il territorio e chi ci abita – continua la consigliera regionale -, ecco perché vanno ringraziati i cittadini volontari che da due anni preparano e accudiscono le terme, e i privati locali che hanno costituito una società, la Terme di Recoaro spa, che possiamo tranquillamente definire in house, per gestire il compendio”.

“Ma non si possono cancellare le responsabilità politiche della maggioranza che governa il Veneto. Durante l’ultimo ventennio, le terme gestite dalla partecipata al 100% della Regione, con presidenti e cda da essa nominati, non hanno mai realizzato nè il piano di rilancio nè investimenti, un comportamento scellerato che ha quasi azzerato le presenze turistiche”.

Cristina Guarda ricorda anche la responsabilità nella confusione che si è creata dal 2015 a oggi- “Negli ultimi due anni – mette in evidenza -, abbiamo visto prima il tentativo di vendita, fortunatamente deserta del compendio, poi il travagliato bando per l’assegnazione della gestione, inadeguato e sconveniente per chiunque. Per fortuna, alla fine, alla Regione, è rimasta solo l’ultima scelta percorribile: la strada del territorio, che avrebbe dovuto percorrere già nel 2015”.

“Già allora – aggiunge Guarda – chiedevo chiarezza in merito ai progetti regionali, poiché da tempo i cittadini attendevano notizie sull’opportunità di investire nel comparto, cosi come i dipendenti che sembravano garantiti dalla legge approvata nella passata legislatura per la gestione delle partecipate. Tutte cose di cui la Regione si è sempre lavata le mani, e sarà solo la benevolenza della nuova società, la Terme di Recoaro Spa, a garantirli a pochi anni dalla pensione”.

“Ora – conclude la consigliera –  per il territorio non è una rinascita ma un nuovo inizio: tocca ai recoaresi mettersi in gioco di fronte ad una Regione che ha trascurato la qualità del servizio, e non ha favorito  progetti di rilancio turistico delle terme e del territorio”.

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