Le Terme di Recoaro in una immagine d'archivio - Foto: Lucamenini (CC BY-SA 3.0)
Le Terme di Recoaro in una immagine d'archivio - Foto: Lucamenini (CC BY-SA 3.0)

Terme di Recoaro, chi paga e chi guadagna?

Recoaro Terme – Faccio seguito al vostro articolo del 30 maggio dal titolo “Terme di Recoaro salvate dai cittadini”. Ma qual è il prezzo? Allora ci siamo, e tutto sembra risolto: il compendio termale da quest’anno è dato in gestione ordinaria alla nuova società Terme di Recoaro Spa nata dalla volontà dei recoaresi.  Gestione ordinaria? Diciamo provvisoria: dato che il contratto ha durata solo biennale. Ora veniamo ai fatti. La domanda sorge d’acchito: chi ci ha guadagnato?

Forse la Regione Veneto? Regione che, dal 1997 al 2016, con la sua gestione diretta ha coperto sempre i deficit di bilancio, senza batter ciglio, buchi prodotti dai suoi amministratori, ai quali non ha mai chiesto conto di quello che stava accadendo. Regione che investe, quest’anno, 150 mila euro per il recupero della Villa Tonello (degrado causato da una mancata normale ordinaria manutenzione: pulizia annuale delle grondaie dalle foglie), comunque cifra ben al di sotto della media dei deficit annuali di gestione ordinaria sborsati in 20 anni.

Regione che si è “dimenticata” di porre in atto il Piano di rilancio e di valorizzazione termal,e che aveva adottato all’unanimità il 10 giugno 1997, pur di ottenere gratuitamente la società Terme dallo Stato. Piano disatteso,  deliberatamente,  ma anche assenza di programmazione e di normali interventi di manutenzione che hanno messo in ginocchio l’economia, distruggendo il turismo del paese. Regione che ora ha trovato finalmente l’escamotage per liberarsi del problema termale, degli investimenti strutturali sui beni termali e dei sempre passivi conti di gestione ordinaria.

Forse la Terme di Recoaro Spa? Società Terme che riceve da gestire un bene ridotto all’osso, che ha bisogno di interventi straordinari nei reparti termali e nelle altre strutture collaterali (parco con percorsi e impianti sportivi fatiscenti, inagibilità della strada d’ingresso alla Fonte Lelia, due alberghi chiusi e tre fonti staccate decrepite). Terme che, giustamente, si accollerà l’onere di valorizzare il complesso termale con le opportune necessarie attività promozionali, ma che dovrà, guarda caso, anche far fronte ai “più urgenti interventi di manutenzione delle fonti”.

Per quanto ci si arrampichi per dare validità giuridica al contratto sottoscritto tra Regione e Terme nasce qualche perplessità su chi dovrà pagare gli interventi straordinari. Perché i costi debbono ricadere sull’affidatario del servizio (la Società Terme)? Ma non spetta al proprietario (Regione) l’onere degli interventi straordinari? In ogni caso, la Società Terme di Recoaro Spa, su chi potrà rivalersi degli investimenti fatti se, al termine del biennio, il contratto non le sarà rinnovato?

Sul prossimo affidatario (totalmente ignaro della cosa) come si deduce dal contratto? E quest’ultimo, poi pagherà la quota parte alla Terme o aprirà un contenzioso senza fine? La Regione vuole far gravare sui bilanci della nuova società di gestione, per le due prossime stagioni termali, oltre agli eventuali deficit di gestione, anche le nuove passività per interventi straordinari (ratei passivi)?

In conclusione, la Regione Veneto, dopo aver fatto il deserto (calo presenze turistiche, chiusura pressoché di tutti gli alberghi, degrado del complesso termale con il conseguente  calo demografico degli abitanti, collasso delle nascite, mancanza di lavoro ed emigrazione e invecchiamento della popolazione), declinando il mandato traferitole dallo Stato di svolgere i suoi compiti istituzionali (termalismo terapeutico, sanità e turismo) si ripromette, tra due anni, di avere il ritorno di un bene termale migliorato a spese dei recoaresi e senza aver tirato fuori dalla borsa un becco di un euro.

Ai recoaresi, lasciati soli, la responsabilità e l’onere di risollevarsi con i loro mezzi finanziari. E se ciò non si realizzerà, essi dovranno addossarsi la colpa dell’inefficienza, se non anche la derisione. In ogni caso non basterà la volontà di Recoaro. La situazione attuale non è per niente rosea. Grazie per il bel “arrangiatevi”.

Gaspare Pozza – Recoaro Terme

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