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Resistenza a pubblico ufficiale, nigeriano nei guai

Montecchio Maggiore – Un giovane nigeriano di 22 anni, F.G. sono le sue iniziali, è stato denunciato con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. È successo questa mattina a Montecchio Maggiore. Un agente della polizia locale dei Castelli è intervenuto nel parcheggio del negozio Cad, di via Europa, in seguito ad una segnalazione per accattonaggio molesto: due donne avevano infatti raccontato di essere state infastidite con insistenza da due persone di colore che chiedevano l’elemosina.

All’arrivo dell’agente una delle due persone si è allontanata, facendo perdere le proprie tracce, mentre il 22enne nigeriano, subito bloccato, si è rifiutato anche in maniera aggressiva di offrire collaborazione. Sul posto è intervenuta un’autopattuglia e l’africano, che non aveva i documenti, ha opposto resistenza e ha tentato di allontanarsi, ma è stato acciuffato e fatto salire sull’auto di servizio, munita di cellula di sicurezza.

Trasportato al Comando di Largo Boschetti, agli agenti è stato chiaro il motivo delle resistenze opposte dal giovane. Dai controlli è infatti emerso che il 22 marzo, il 22enne era stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di rapina e che gli era stato negato l’asilo, motivo per cui, dal 30 settembre 2016, risulta essere clandestino. Oltre che per resistenza, il ragazzo è stato denunciato perché privo di documenti ed è stato multato per accattonaggio molesto. Inoltre, gli è stato notificato un ordine di allontanamento dalla città per 48 ore.

“Un ringraziamento alla nostra polizia locale – ha commentato il sindaco Milena Cecchetto – perché provvede con prontezza e competenza ad individuare persone che a causa di leggi lacunose o non applicate sono libere di girare nelle nostre città pur essendo clandestine. La vivibilità del nostro territorio grava sulle spalle delle amministrazioni locali per colpa di un governo assente, che si rifiuta di vedere il degrado e il potenziale pericolo che ogni giorno sbarca sulle nostre coste, mascherato da richiedente asilo: si confondono l’accoglienza con l’illegalità e la delinquenza autorizzata con la richiesta di aiuto umanitario. Chiederemo in Prefettura come mai il ragazzo, con tali precedenti, fosse ancora a piede libero e non ancora rimpatriato”.

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