Veneto

Presto la fusione tra Cvs e Polesine Acque

Padova – Si avvicina la fusione tra i gestori idrici Polesine acque e Centro veneto servizi, che ormai avrebbe il consenso di oltre la metà dei comuni interessati. È il risultato emerso dalla riunione del Comitato congiunto dei sindaci dei territori serviti dai due gestori, che si è tenuta ieri pomeriggio. Il percorso verso l’aggregazione tra i due gestori del servizio idrico integrato supera così un giro di boa che avvicina la nascita del nuovo soggetto Acquevenete.

Nel vicentino sono una decina i comuni serviti da Centro veneto servizi, tutti nell’area berica. Ad oggi, per Cvs sono 30 i comuni soci ad aver votato a favore della fusione, per un totale pari al 50,38% delle quote societarie. Sono stati invece tre i comuni contrari, pari al 2,30% delle quote. Polesine acque invece, vede 21 consigli comunali a favore della fusione, rappresentando il 51,69% delle quote. I comuni del Polesine contrari sono stati 4, pari al 20,28%.

Il processo per la creazione di sinergie industriali tra i due gestori, nel frattempo, ha già raggiunto un primo traguardo: nel mese di aprile è stata portata a termine con successo l’unificazione dei due laboratori accreditati di Cvs e Polesine acque, realizzando fin da subito quelle economie che erano state pianificate. Il risparmio per la collettività ammonta a 400 mila euro annui, in termini di minori costi nella realizzazione delle analisi, grazie all’unificazione di strutture e personale. Un primo esempio concreto dei benefici che possono derivare dalla fusione.

“Il superamento della maggioranza in entrambi i territori – si sottolinea in una nota di Cvs – indica che le amministrazioni comunali hanno espresso un orientamento politico chiaro, interpretando il comune sentire dei cittadini in difesa dell’acqua pubblica, che non fa utili sulle bollette, e in linea con lo spirito del referendum del 2011. Questo è infatti l’obiettivo centrale del processo di aggregazione e le delibere comunali che in questi giorni stanno approvando la fusione poggiano su due pilastri fondamentali: il contenimento delle bollette e la garanzia della realizzazione di tutte le opere di rinnovamento delle reti e degli impianti previste per ciascun ambito”.

La creazione di valore che avverrà grazie alle sinergie prodotte dalla fusione è stata quantificata in 23,5 milioni di euro.  Da sottolineare è anche la garanzia di tutti gli investimenti previsti per ciascun ambito. La nuova società, infatti, dovrà rispondere separatamente all’Ato Polesine, e quindi al territorio dei 52 comuni polesani, e all’Ato Bacchiglione, che include i 58 Comuni di Cvs. Nei piani della nuova società Acquevenete compare già l’impegno a realizzare tutti gli investimenti per nuove opere previsti dai Piani d’ambito Polesine e Bacchiglione. La società di gestione del servizio idrico che nascerà dalla fusione diventerà uno dei più grandi gestori a livello regionale.

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