Gonzalo Rubalcaba
Gonzalo Rubalcaba

Il pianista cubano Gonzalo Rubalcaba a Vicenza Jazz

Vicenza – E’ il pianista cubano Gonzalo Rubalcaba il protagonista di punta, questa sera, martedì 16 maggio, nel festival New Conversations –Vicenza Jazz. Sarà di scena al Teatro Olimpico, alle 21, in un recital che per altro verrà ripreso ed inserito nel suo primo dvd in solo. È stato lo stesso Rubalcaba a esprimere il desiderio di realizzare questa sua produzione audiovisiva circondato dalla scenografia dell’Olimpico, dove si era già esibito nell’’edizione 2010 del festival. Il musicista ha deciso inoltre di regalare a ogni spettatore una copia del suo cd in piano solo, dal titolo “Fé”, disco con cui nel 2010 inaugurò la sua etichetta 5Passion.

E mentre la serata all’Olimpico verrà immortalata dalle telecamere, al Bar Borsa, alle 22.30, ci sarà Filippo Vignato, trombonista vicentino che si esibirà a capo del quartetto “Harvesting Minds”, con Giovanni Guidi al pianoforte, Mattia Magatelli al contrabbasso e Zeno de Rossi alla batteria. Nei giorni successivi Vicenza Jazz offrirà un ritratto a tutto tondo di Vignato, che si farà ascoltare ancora al Borsa col suo trio e col gruppo di Giovanni Falzone, oltre che in solo alla Basilica Palladiana.

Gonzalo Rubalcaba, nato a L’’Avana 54 anni fa, dopo un lungo apprendistato nell’’ambiente della musica cubana, viene ‘scoperto’ da Dizzy Gillespie nel 1985. L’’anno seguente Charlie Haden lo introduce nel mondo del jazz, inserendolo nel suo trio con Paul Motian e lanciandone così la carriera internazionale. I complicati rapporti tra Cuba e gli Stati Uniti hanno ritardato l’’ingresso di Rubalcaba nel paese ‘ufficiale’ del jazz, dove comunque alla fine è riuscito a emigrare. Del resto già incideva per la Blue Note, sulla quale esordì figurando come leader nelle registrazioni live del trio con Haden e Motian, proprio grazie all’’intercessione del grande contrabbassista.

Rubalcaba si impone immediatamente come pianista capace di coniugare l’’universo latin e quello afro, interpretandone sia gli aspetti più ritmici e viscerali che le atmosfere più liriche, con un virtuosismo mai invasivo e una raffinatezza di tocco e di sonorità da far invidia ai più celebrati pianisti classici.

Due parole infine anche su Filippo Vignato, nato a Thiene nel 1987, che inizia a maneggiare il trombone a dieci anni, diplomandosi poi al conservatorio di Parigi. I suoi studi classici sono sfociati nella passione per la musica improvvisata. Eccolo quindi membro della Unknown Rebel Band di Giovanni Guidi e del quintetto Omit Five, col quale ottiene i primi riconoscimenti. Attualmente lo si ascolta nei gruppi di Piero Bittolo Bon, Rosa Brunello e Ada Montellanico. Queste esperienze, assieme alle sue prime prove da leader, come il quartetto acustico “Harvesting Minds”, lo hanno rapidamente imposto sulla scena nazionale, facendogli conquistare il podio del Top Jazz 2016 come miglior nuovo talento del jazz italiano.

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