Veneto

Pedemontana, mazzata dalla Corte dei Conti

Venezia – Nuove nubi si addensano sul travagliato iter per la costruzione della Superstrada Pedemontana Veneta. La Corte dei Conti ha infatti bocciato le ultime scelte della giunta regionale veneta, nello specifico quella misura con la quale si introduce una addizionale Irpef per garantire sul piano economico il completamento dell’opera e si ridefiniscono gli accordi con la concessionaria Sis che la sta costruendo. La corte dei Conti lo ha fatto in una nota, inviata ieri alla Presidenza del consiglio dei ministri, ai ministeri e ai comuni interessati, nella quale fa il punto ed invidua una serie di criticità, la più vistosa delle quali riguarda i costo troppi alti che alla fine sarebbe necessario sostenere per il completamento dell’opera.

La Regione Veneto, commenta oggi tutto questo con un laconico comunicato nel quale, in relazione alla rinnovata richiesta di chiarimenti da parte della Corte dei Conti, conferma che “la redazione del documento è in corso di completamento, che i chiarimenti sulla passata gestione commissariale saranno precisi e puntuali per ciascuno degli argomenti trattati e che il materiale sarà inoltrato ben prima della data del 30 giugno”. Entro questa data infatti la Corte dei Conti ha richiesto che le pervengano i chiarimenti dalla Regione del Veneto.

“Nel ribadire la strategicità dell’infrastruttura – aggiunge la giunta regionale -, indispensabile al sostegno delle economie di alcuni fra i distretti industriali più forti d’Europa, e pertanto la necessità di completare l’arteria nel tempo più breve possibile, la Regione del Veneto ribadisce la totale collaborazione con la Corte dei Conti e di essere come sempre a completa disposizione”. In modo bel diverso dall’amministrazione regionale la pensa la parlamentare veneta del Partito Democratico Laura Puppato, che da tempo segue con attenzione gli sviluppi della videnda relativa alla Pedemontana.

“Sarà danno erariale – commenta Puppato -. Manca l’ufficialità, ma l’intenzione di aprire la procedura è evidente dalla nota della Corte dei Conti. Una vera e propria bomba, che farà scoppiare il progetto della Pedemontana e probabilmente avrà riflessi sull’intera vita politica del Veneto. Se Zaia credeva di poter dormire sereno fino ad ottobre blaterando di autonomia, ora dovrà fare i conti con questo perché entro 30 giorni avremo tutte le risposte che chiediamo da anni e questa volta non potrà sfuggire dicendo che i documenti sono secretati”.

“La Corte dei Conti – continua la senatrice Pd – ha messo in fila tutti i problemi che abbiamo più volte sollevato, a partire dal partenariato pubblico-privato che non solo non ha prodotto alcun risparmio, ma anzi ha fatto esplodere i costi e messo in forte dubbio la conclusione dei lavori. E poi le previsioni di traffico completamente sballate (che oggi vorrebbero farci credere come conseguenza della crisi quando tutte le altre autostrade venete hanno invece aumentato il traffico rispetto al periodo precedente al 2008), l’assenza, folle, di una clausola nel contratto che prevedesse che il privato perdesse il contratto in caso di inadempienza finanziaria, l’esplosione del contributo pubblico da 173 a 914 milioni di euro, i ritardi con cui vengono indennizzati gli espropriati, la mancanza delle opere accessorie nel calcolo totale della spesa”.

“Insomma – ha continuato Puppato -, un disastro sotto ogni punto di vista, in cui Zaia e la Lega Nord ci hanno trascinato, nonostante da anni avessimo più volte previsto l’attuale situazione. Finiremo per pagare quest’opera con 12 miliardi di soldi pubblici, senza alcuna garanzia di rientrare delle spese tramite il pedaggio. Il mercato privato non crede minimamente nella redditività della Pedemontana e infatti anche questa settimana è andata deserta una gara per un mutuo di soli 300 milioni”.

“Ora non si perda tempo – ha concluso la parlamentare -, si tolga alla Sis il lavoro e si ricominci con una nuova gara, un progetto più leggero ed economico, solo così salveremo i conti della nostra regione, dopodiché sarebbe il caso che chi ci ha portato a questo punto si ritiri a vita privata per manifesta incapacità di governare la nostra regione” ha concluso

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