giovedì , 21 Ottobre 2021

Pedemontana, il Pd: “Cosa cambia nel contratto?”

Venezia – E’ di poche ore fa la notizia della firma, ieri sera, del contratto tra la Regione del Veneto e il concessionario Sis per la realizzazione della Superstrada a pedaggio pedemontana veneta. Notizia che riportiamo, assieme al commento del presidente della regione, Luca Zaia, in un’altra pagina del giornale. In breve si tratta di un accordo che dovrebbe imprimere una decisa accelerata ai cantieri impegnati nei lavori della Spv, una arteria che unirà l’autostrada A4, da Montecchio Maggiore, alla A27, a Villorba, in provincia di Treviso. Appresa la notizia, il capogruppo del Partito Democratico Stefano Fracasso è intervenuto con alcune considerazioni.

“Una doppia velocità quella di Zaia – ha detto Fracasso -: rapidissimo nel venire in consiglio a chiederci di introdurre l’Irpef, immobile quando gli abbiamo chiesto noi di presentarsi in aula per la Pedemontana. Prima o poi si degnerà di venire in consiglio regionale a dirci cosa è cambiato nel contratto? Aspettiamo la sua presenza da quindici giorni: non si è visto per la legge sul consumo di suolo e non si è visto nemmeno per la Pedemontana. L’assenza è un bel modo per tenersi lontano da un confronto con chi poi sarà chiamato a votare i provvedimenti in aula. Lo attendiamo anche per sapere cosa ha risposto ai rilievi della Corte dei Conti, e cosa risponde alle numerose questioni che da tempo gli abbiamo posto”.

Anche altri due esponenti del Pd, la senatrice Rosanna Filippin e il deputato Federico Ginato, hanno commentato la firma del contratto della Pedemontana da parte del presidente della Regione. “Espropriati e imprese che aspettano i pagamenti siano le priorità – hanno sottolineato -. Ma Zaia non si dimentichi neppure della trasparenza, e chiarisca con i veneti le risposte date alle questioni aperte dalla Corte dei Conti”.

“La firma del contratto – continuano Filippin e Ginato – non cancella purtroppo gli errori fatti e le tante incertezze che ancora ci sono sull’opera. In consiglio regionale lo aspettano da tempo perché faccia chiarezza sui cambi di posizione dell’ultimo periodo e soprattutto sui dubbi avanzati dalla Corte dei Conti. Crediamo che un atto di trasparenza sia quanto meno dovuto ai veneti, e in particolare ai tanti che per quest’opera hanno subito espropri, non ancora indennizzati, o hanno eseguito lavori che attendono da tempo di essere pagati”.

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