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Niente più addizionale Ipref per la Pedemontana

Venezia – Niente addizionale Irpef in Veneto per finanziare il completamento della Supersatrada Pedemontana. Lo ha annunciato questa mattina il presidente della Regione, Luca Zaia, mettendo in evidenza che l’addizione in realtà era stata ipotizzata solo come una precauzione ormai superata dal fatto che il concessionario privato ha accettato lo scorporo in due rate del contributo da 300 milioni. Nessuna marcia indietro dunque, secondo il presidente della Regione, ma solo una lunga e proficua trattativa che giunge in porto.

E’ comunque certo che grandi erano state le critiche e le proteste per questa ipotesi di aumentare le tasse dei Veneti per finire una superstrada Pedemontana contestata ed impattante per l’ambiente, che non piace a molti, che è già costata fin troppo e che è anche nel mirino della Corte dei Conti. Ed in queste ore, non meraviglia che il mondo politico commenti caustico quello che invece viene definito come un clamoroso dietrofront. Così, ad esempio i consiglieri regionali dell’opposizione di centrosinistra Guarda e Azzalin, che si chiedono “quale affidabilità può avere un presidente che sbaglia continuamente i conti su un’opera fondamentale?”

“Non solo Zaia – continuano – aveva fatto approvare dal consiglio regionale una pesante modifica finanziaria che prevedeva l’addizionale Irpef, ma per settimane ha anche spiegato ai veneti la necessità di tassarli per concludere un’opera sulla quale non si è mai assunto un briciolo di responsabilità. Ora, con un dietrofront sfacciato, dettato probabilmente dall’incalzare della Corte dei Conti e dalla paura, Zaia si arrampica sugli specchi sostenendo che da molto tempo aveva chiuso la questione Pedemontana, inventandosi la favola della tassazione precauzionale. Zaia mente di fronte ai cittadini e allo stesso consiglio regionale, visto che fa proprie le proposte della minoranza dopo averle ignorate in aula”.

Dello stesso avviso, ed anzi anche più esplicito, è il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Stefano Fracasso. “Sull’Irpef, Zaia fa marcia indietro – ha commentato -, spacchettando il contributo di 300 milioni al concessionario: è esattamente quello che gli avevamo chiesto di fare due mesi fa e che ci aveva detto che non si poteva fare. Come venne d’urgenza in aula a dirci che doveva introdurre l’addizionale Irpef, ora gli chiediamo di tornare con altrettanta urgenza per spiegarci come mai oggi si può fare quello che ieri non si poteva”.

“Restano forti dubbi – ha poi concluso Fracasso – sulle valutazioni fatte al tempo, visto che allora la capacità di indebitamento della Regione ci veniva detta in 80 milioni di euro e adesso è passata a 140. È inoltre un brutto segnale che Zaia non firmi, inviando tutto all’Anac e alla Corte dei Conti. Evidentemente, dopo i rilievi della stessa Corte di 8 giorni fa, non si sente più sicuro delle scelte fatte. Nel frattempo ci attendiamo che vengano subito saldati i debiti verso espropriati e subappaltatori”

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