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Migranti con carte false. Due bengalesi nei guai

Arzignano – Si facevano dare, da loro connazionali, 300 euro per un certificato di matrimonio falso con il quale far venire in Italia, con la proceduta del ricongiungimento, i propri familiari. E’ per questo che sono finiti nei guai, denunciati dai carabinieri di Arzignano, due cittadini del Bangladesh, di 41 e 29 anni, entrambi incensurati e residenti a Montecchio Maggiore, naturalmente regolari sul territorio nazionale. Le loro iniziali sono PM.M.H. e P.J. ed il loro commercio era anche fiorente ed andava aavanti da qualche anno, dato che i carabinieri, approfondendo la cosa, hanno soperti vari casi di ricongiungimenti che erano stati fatti, tra il 2015 e il 2017, con questi falsi certificati.

La maggior parte di questi casi si sono verificati ad Arzignano, ma ve ne sono stati anche a Montorso e Montecchio Maggiore. I certificati erano di fatto la traduzione in italiano e la sua certificazione, rilasciati dall’ambasciata italiana a Dacca, dell’atto di matrimonio originale bengalese. E’ stata proprio la nostra ambasciata in Bangladesh a fugare ogni dubbio e disconoscere come proprii i certificati. Tutto era cominciato da un sospetto sorto in un ufficio del Comune di Arzignano…

Informati i carabinieri, e messa su una proficua collaborazione tra l’Arma e l’ufficio demografico del Comune di Arzignano, si è passati  ad una verifica delle altre pratiche simili, e ne sono state trovate diverse. Mandate in visione all’ambasciata italiana di Dacca, la risposta è stata chiara: i documenti con il timbro dell’ambasciata sono falsi. E’ scattato a quel punto il blitz, con le perquisizioni nelle abitazioni dei due bengalesi dalle quale sono saltati fuori altri venti documenti falsi i fase di realizzazione e la discreta somma di oltre tredicimila euro, a testimonianza del fatto che il business rendeva bene.

Ora scatta la seconda parte dell’operazione. Da informazioni assunte infatti i carabinieri ritengono probabile che siano molte le pubbliche amministrazioni, su tutto il territorio nazionale, che hanno ricevuto atti falsificati prodotti dai due bengalesi indagati. Sono anche al vaglio in queste ore le posizioni dei cittadini stranieri arrivati in Italia grazie ai certificati falsi

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