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Legittima difesa, M5S: “Basta spot pubblicitari”

Venezia – “Basta spot pubblicitari, la politica è una cosa seria”. Sono le parole con cui è intervenuta oggi in aula, a Palazzo Ferro Fini, Patrizia Bartelle, consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle, a margine della discussione sul progetto di legge 4/17 per la modifica dell’articolo 52 del Codice penale, quello che disciplina la cosiddetta legittima difesa. “Ci si impegni prima di tutto – puntualizza l’esponente pentastellata – a chiedere allo Stato certezza della pena senza ulteriori passaggi populistici. Gli spot pubblicitari non fanno parte del nostro modo di intendere di fare politica, motivo per cui il M5S ha già bocciato la legge proposta in Parlamento dal Partito Democratico”.

Il provvedimento che sbarca in consiglio regionale, per la Bartelle, “propone soltanto ulteriori complicazioni ad un testo di per sè già abbastanza astruso e poco chiaro, che presta il fianco a varie interpretazioni. In poche parole, il Carroccio non fornisce soluzioni ma rende ancor più nebulosa una materia su cui il legislatore in passato non ha mai fatto chiaramente e pienamente luce”. La consigliera  fornisce quindi altri spunti e chiavi di lettura.

“Fondamentali, a nostro avviso – sottolinea -, sono invece passaggi come quello relativo alle immediate vicinanze (uno, dieci o cento metri?) ma soprattutto l’orario, dovendosi ancora definire il concetto della parola notturna, oltre a stabilire in modo oggettivo, cosa che la proposta di legge dei leghisti non fa, altri aspetti come la paura e l’agitazione”. Per la Bartelle, insomma, il concetto è chiaro: su argomenti tanto delicati e che riguardano tutti, nessuno escluso, la “politica della demagogia” va lasciata da parte e instaurata invece una discussione costruttiva.

“Ancora una volta – conclude la consigliere M5S – quest’aula si occupa non di questioni regionali ma di progetti di legge formulati peraltro in modo superficiale. Ci sono un’infinità di questioni locali lasciate da parte e in sospeso e atti come quello di oggi sono privi di ogni fondamento giuridico, volti solo ed unicamente a destare clamore e scalpore…”.

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