Da sinistra: Stefano Chemello (Fim Cisl), Maurizio Ferron (Fiom Cgil) e Carlo Biasin (Uilm Uil)
Da sinistra: Stefano Chemello (Fim Cisl), Maurizio Ferron (Fiom Cgil) e Carlo Biasin (Uilm Uil)

Lavoratori orafi verso il rinnovo del contratto

Vicenza – E’ stata presentata oggi a Vicenza, nella sede della Camera del Lavoro di via Vaccari, l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale degli addetti del settore orafo, argentiero e della gioielleria, che è stata sottoscritta nei giorni scorsi a Milano, nella sede di Assolombarda, tra i sindacati dei metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil e Federorafi. Come prevede il percorso stabilito, l’ipotesi d’accordo verrà ora presentata nelle assemblee, sui luoghi di lavoro, e sottoposta poi a referendum tra i lavoratori interessati nei giorni 5 e 6 giugno.

Se le consultazioni daranno esito positivo il contratto nazionale dei lavoratori orafi sarà sottoscritto ed avrà validità fino al 30 giugno 2020, per un rinnovo che è atteso ormai dal 2015.  Merita anche ricordare che il distretto orafo argentiero di Vicenza è uno dei tre più importanti in Italia, insieme a quello di Arezzo e a quello di Alessandria. A Vicenza sono attive più di trecento aziende industriali interessate al campo di applicazione del contratto nazionale industria, e occupano oltre 2.500 addetti.

A presentare l’ipotesi di accordo sono stati questa mattina i segretario di Fim Cisl, Stefano Chemello, di Fiom Cgil, Maurizio Ferron, e di Uilm Uil, Carlo Biasin. Entrando nello specifico, l’ipotesi di accordo prevede una rivalutazione, in via sperimentale come per il contratto Federmeccanica, dei minimi tabellari in vigore con la busta paga di giugno 2017 sulla base dell’Ipca registrato nel 2015 e 2016 e l’adeguamento dei minimi a giugno di ciascun anno di vigenza del contratto sulla base dell’indice Ipca. Vi si riconosce inoltre un importo una tantum, per tutti i lavoratori in forza al primo giugno 2017, pari a 80 euro da erogare con la busta paga di ottobre 2017.

Ed ancora: 100 euro di welfare contrattuale (flexible benefit) dal primo gennaio 2018; 150 euro dal primo giugno 2019; 200 euro dal primo giugno 2020; assistenza sanitaria integrativa a partire dal primo aprile 2018 per tutti i lavoratori dipendenti e i familiari a carico, con contribuzione pari a 156 euro a totale carico dell’azienda; incremento della contribuzione a carico dell’azienda, per i lavoratori iscritti alla previdenza complementare (Cometa), fino all’1,6% dei minimi tabellari; il diritto soggettivo alla formazione per tutti i lavoratori, a partire dal 1o giugno 2017, con 24 ore di formazione aziendale nel triennio; il recepimento nel contratto dell’utilizzo dei congedi parentali a ore e la programmazione dei permessi previsti dalla legge 104; una disciplina comune per operai, impiegati e intermedi riguardo scatti di anzianità e periodo di prova, superando le discipline speciali e mantenendo la maturazione di 5 scatti biennali.

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