Pfas, Puppato e Degani: “Occorre fare squadra”

Roma – “Da sei mesi lo stato ha messo a disposizione 80 milioni di euro per i terreni inquinati dai Pfas, ora serve attivare immediatamente una regia regionale che sappia coordinare le diverse esigenze di territori colpiti in modo omogeneo portando avanti tutti gli interventi di cui c’è bisogno, sia per costruire le opere idriche necessaire, sia per quanto riguarda la depurazione dell’acqua; per cui ora sono a disposizione, 23 milioni di euro che il Veneto ha già perso una volta e su cui ora non si può sbagliare”.

Sono parole di Laura Puppato, senatrice veneta del partito Democratico, che interviene su uno dei temi più scottanti e drammatici di questi anni, tema che fa preoccupare tanta gente nella nostra regione. Sull’inquinamento da Pfas, con la Puppato, è intervenuta anche la sua collega di partito, Barbara Degani, sottosegretario al Ministero dell’ambiente, secondo la quale serve “agire tempestivamente rispetto alla decisione della Regione Veneto di istituire una commissione d’inchiesta che operi un approfondimento ulteriore suggerisco vivamente, per praticità e celerità, di partire dalle acquisizioni della commissione d’inchiesta parlamentare che ha già audito istituzioni, tecnici ed esperti in materia”.

“Questa metodologia – continua la Degani – consentirebbe di prendere una decisione sui piani d’azione in pochi giorni in modo da poter utilizzare i fondi resi disponibili dal governo per mettere in sicurezza le risorse idriche del nostro territorio. Nell’immediato la Regione, potrebbe valutare i progetti che i consorzi e i soggetti gestori hanno presentato in questi anni e determinare schemi di approvvigionamento alternativi a quelli attuali”.

“Il lavoro della commissione parlamentare – ha concluso Puppato, che proprio in questa commissione è capogruppo Pd -, costato un anno di studi e audizioni per decine e decine di ore, è completamente a disposizione della Regione che può utilizzarlo integralmente e fin da subito per dare una regia operativa al piano di risoluzione delle problematiche, utilizzando gli 80 milioni di euro stanziati dallo stato. È necessario evitare che questi fondi vengano persi perché manca un piano con cui utilizzarli, come avvenne per Valle del Chiampo nel 2006, con 23 milioni andati in fumo e oggi recuperati grazie all’azione del governo nazionale”.

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