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Il nuovo presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron - Foto: Official Leweb Photos (CC 2.0)
Il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron - Foto: Official Leweb Photos (CC 2.0)

La Francia sceglie Macron. Le Pen sconfitta

Parigi – Davvero qualcuno pensava che la Francia, patria dell’Illuminismo e dell’Encyclopédie, di Voltaire, Diderot, Rousseau (anche se lui era svizzero, in realtà), una nazione che ha un inno come la Marsigliese e che è da sempre punto di riferimento di chi chiede Liberté, Égalité, Fraternité, avrebbe accettato di farsi governare da una estrema destra post fascista? Non sarebbe mai stato possibile, a prescindere dalle operazioni di maquillage che possono essere state messe in campo con più o meno successo.

Dunque i nostri cugini francesi hanno scelto, per la presidenza della Repubblica, Emmanuel Macron, bocciando ampiamente Marine Le Pen (66% contro 34%), più o meno come era avvenuto quindici anni fa con il padre Jean Marie, sconfitto da Chirac. Intendiamoci, non che in questo modo si sia scelto un cammino che porta verso un nuovo futuro, radioso e più giusto.

A vincere infatti è stato soprattutto, ancora una volta, lo status quo, l’establishment dell’economia e delle banche, dell’Europa della grande finanza, ovvero quel sistema di potere che tanti danni sta facendo un po’ ovunque nel mondo. Si è però evitato di passare dalla padella nella brace scegliendo una strada lastricata di razzismo, intolleranza e riduzione delle libertà, una strada che avrebbe portato a gravi disastri.

Naturalmente, in Francia, nel mondo in generale, ed anche in Italia, sono molti in queste ore gli interventi di politici e analisti sul risultato delle elezioni presidenziali di ieri. C’è che si rallegra, chi fa trasparire un certo disappunto, chi infine (e sono in realtà molti) in qualche modo cerca di trarre un vantaggio strumentale dalla vittoria di Macron. Anche Confindustria Vicenza è intervenuta per sottolineare l’importanza che l’elettorato d’oltralpe abbia scelto Marcon.

Tra i tanti commenti, salta agli occhi la frase di un politologo francese, Philippe Marlière, docente all’University College di Londra. “Emmanuel Macron è come Silvio Berlusconi – ha detto -. E’ un riformista, vuole cambiare le cose. In Francia succederà quello che avvenne in Italia con l’avvento di Berlusconi, che spazzò via tutto. Perché il vecchio era ormai molto screditato”. Beh, auguriamo ai francesi che il politologo abbia torto, perché in Italia, con l’arrivo di Berlusconi, furono forse spazzate via le persone in quel momento al potere, ma non certo un sistema approssimativo, nepotista e corrotto, che è tale oggi come allora.

F.O.

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