Nell'ambito del progetto "Scuola sicura" gli alunni assisteranno all'atterraggio di un elicottero del Suem
Nell'ambito del progetto "Scuola sicura" gli alunni assisteranno all'atterraggio di un elicottero del Suem

Il progetto “Scuola sicura” arriva a Rosà

Rosà – Domani il progetto regionale sui temi della Protezione civile, dal titolo “Scuola sicura” farà tappa a Rosà. Si tratta di una iniziativa che la Regione Veneto propone ai ragazzi delle scuole dell’obbligo, con l’obiettivo di fornire loro tutte le informazioni utili in caso di calamità. Non solo. L’appuntamento sarà anche una occasione per testare i piani di evacuazione della scuola nel caso di un sisma di quarto grado della scala Richter, l’efficacia dei piani di emergenza e le conoscenze del personale.

Per Rosà, il progetto si tradurrà in una esercitazione che coinvolgerà i ragazzi della scuola media Angelo Giuseppe Roncalli e che è stata organizzata assieme alla Direzione regionale ed al settore provinciale di Protezione civile, al Comando provinciale e al distaccamento di Bassano del Vigili del Fuoco, al Suem di Vicenza, con il pronto soccorso di Bassano, l’elisoccorso di Treviso e con la collaborazione di Vigili urbani, Protezione civile e istituto comprensivo cittadino.

L’esercitazione, che si svilupperà in più fasi a partire dalle ore 9.15, momento ipotizzato del sisma, comprenderà diverse fasi, a cominciare da momenti di autoprotezione dei ragazzi e del personale scolastico, allarme, evacuazione e debriefing tecnico. Verso le 10.30 i ragazzi si trasferiranno allo stadio per assistere ad alcune dimostrazioni di mezzi ed attrezzature, tra i quali l’atterraggio di un elicottero del Suem. La mattinata terminerà poi, alle 11.30 circa, con i saluti delle autorità regionali e locali.

“Continua con successo – ha commentato l’assessore regionale all’ambiente e protezione civile, Gianpaolo Bottacin, un’iniziativa attraverso la quale miriamo non solo ad insegnare agli alunni con una didattica semplice i comportamenti corretti volti a prevenire possibili pericoli e incidenti, ma soprattutto a far nascere in loro una cultura della sicurezza. Come ripeto spesso ai ragazzi infatti, non sono solo gli uomini in divisa a fare la protezione civile, ma ognuno di noi”.

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