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Palazzo Ferro Fini, a Venezia, sede del consiglio regionale. Foto di Stefano Remo (CC BY-SA 3.0)
Palazzo Ferro Fini, a Venezia, sede del consiglio regionale. Foto di Stefano Remo (CC BY-SA 3.0)

Fracasso (Pd): “L’inutile giorno della Serenissima”

Venezia – “Il gruppo consiliare del Partito Democratico non ha partecipato al Consiglio per celebrare l’ammainabandiera della Serenissima, è invece andato all’alzabandiera del Tricolore a Nervesa della Battaglia, per rendere omaggio ai veneti, e non solo a loro, che hanno sacrificato la vita per questo Paese, dove oggi sventola la bandiera italiana”. Così il capogruppo dem a Palazzo Ferro Fini Stefano Fracasso che ha spiegato le ragioni di questa assenza.

“Non abbiamo partecipato a un Consiglio che non aveva niente di straordinario e con cui si voleva celebrare un funerale, una data che non dice nulla ai veneti di oggi. Pensare, in questo modo, di essere gli eredi della Serenissima è una follia. E chi vede una continuità tra la Serenissima, i venetisti che assaltarono San Marco e il prossimo referendum sull’autonomia, come ha fatto anche il presidente Zaia, è completamente fuori strada. Significa tradire la vocazione di Venezia e del Veneto, di una città e di una regione che vogliono prendere il meglio del passato per guardare avanti”.

“La questione veneta – ha aggiunto Fracasso – va innanzitutto superata in Veneto, smettendola con questo piagnisteo passatista, nell’additare sempre fuori (ora lo Stato, ora l’Europa, ora i profughi) la causa dei propri mali, invece di riconoscere che molti di questi mali nascono qua. Basta con la fuga dalle responsabilità. Se c’è una bandiera da ammainare è questa. La storia di Venezia non ha bisogno di Consigli straordinari immotivati, ma di una Regione che ne sappia interpretare tutta l’intelligenza e la lungimiranza, fatta di apertura, incontro e confronto, anzitutto con l’Europa”.

“Abbiamo preferito rendere omaggio – ha poi concluso il capogruppo del Partito Democratico – alla grande generosità degli alpini di ieri e di oggi, veri interpreti di un Veneto che vuol fare della propria storia una risorsa per il futuro. E proprio perché vogliamo guardare al futuro, sabato saremo all’apertura della Biennale d’arte che porta il mondo a Venezia e in Veneto, testimonianza perfetta di una regione che vuole parlare un linguaggio sempre più internazionale”.

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