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“Di padre in figlia” fa il pieno. Ed anche Bassano

Bassano del Grappa – Sette milioni di telespettatori, ieri sera, per la quarta ed ultima puntata, su Rai Uno, della fiction “Di padre in figlia”, ambienta e girata a Bassano del Grappa e con la città decisamente protagonista. Davvero niente male, anche per Bassano che ne ricava una pubblicità notevole sul piano turistico. Ed anche per la grappa, liquore tutto italiano già molto amato del quale aumenteranno certamente le vendite. Ed è poco male se la parlata veneta degli attori non era perfetta e se si è notata qualche pecca qua e là.

Sono tante le imperfezioni di vario genere che saltano agli occhi, perfino nei film per il cinema, figuriamoci nelle fiction per la televisione. La qualità generale in fondo è stata buona, se si eccettua magari una certa eccessiva insistenza su tresche familiari ed amorose. Ma tant’è, sono le necessità dello spettacolo e si possono capire, per quanto, se si volesse a tutti costi trovare una nota stonata, questa consisterebbe proprio nel fatto che poteva essere più sviluppato il tema sociale della liberazione della donna, accennato nella prima puntata ma poi lasciato cadere successivamente a favore dell’intreccio sentimentale.

Sembra che si vedano già i primi riscontri comunque, ovvero che gli uffici turistici bassanesi ricevano già richieste per visite sulle location della fiction e nelle distillerie, e che l’economia turistica della città sia dunque destinata ad averne molto beneficio. E, in questo contesto e per il successo riscosso, c’è già chi parla di una seconda stagione, di un sequel che potrebbe raccontare il resto della storia, che stavolta è andata dal 1958 agli anni ’80 e che, nella sua seconda parte, potrebbe arrivare fino ai giorni nostri.

Rimanendo al presente invece, ci sentiamo di promuovere “Di padre in figlia”, che potremmo dire è stata ben recitata, ben girata, e ben concepita, dato che, anche come soggetto e sceneggiatura, è parsa qualitativamente al di sopra della maggior parte degli analoghi prodotti della televisione italiana. Sono sembrate quindi ingenerose tante critiche comparse soprattutto sui social, ma anche su organi di stampa, a cominciare da quelle di quanti si lamentano del fatto che Bassano ed il territorio erano posti in cattiva luce.

Non ci è sembrato che fosse così, tanto più che taluni vizi e connotati negativi portati in scena sono, in realtà, fin troppo diffusi un po’ ovunque, e sono parte, purtroppo, dell’essere umano. Ma forse, quelli che hanno provato fastidio per i vizi e i connotati di cui sopra, sono proprio coloro che in essi si sono riconosciuti…

F.O.

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