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Banche popolari venete verso il loro destino?

Vicenza – Banche popolari venete, siamo messi molto male. E’ un commento piuttosto frequente in questo periodo, a Vicenza ed in Veneto, soprattutto dopo il no, per altro previsto ed annunciato, da parte del Fondo Atlante, a nuove iniezioni di denaro nella Banca Popolare di Vicenza ed in Veneto Banca. La speranza, la richiesta che questo avvenisse, era stata evocata qualche giorno fa, dopo il dictat europeo sulla ricapitalizzazione precauzionale miliardaria dei due istituti, in vista della fusione in una banca unica e del suo risanamento.

Come è noto sarebbe comunque lo Stato ad accollarsi l’esborso per la ricapitalizzazione, ma l’Europa ha preteso, pena l’apertura di una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia, che una parte dei soldi venga da capitali privati, per circa un miliardo di euro. Atlante, che ha già investito in BpVi e Veneto Banca 3,5 miliardi, era l’unica speranza per le due banche venete, e ieri è arrivato il no di Alessandro Penati, presidente di Questio Sgr che controlla il fondo.

Che succederà ora? Si va a trattare per ammorbidire la posizione europea, certo, ma non vi fossero risultati? Lo Stato italiano ignorerà le richieste e si prenderà una procedura di infrazione ricapitalizzando da solo le due popolari? Oppure Padoan, che ha assicurato che sarà evitato il bail-in, “troverà” i privati disposti ad investire questo fiume di soldi? Tra l’altro c’è solo un mese di tempo dato che Bruxelles ha stabilito che dopo il 30 giugno scatterà il bail-in, di fatto il fallimento delle due banche.

Inoltre, va aggiunto che sul tavolo della trattativa con l’Europa il nostro paese deve anche sbrogliare la matassa riguardante il Monte dei Paschi di Siena, che corre gli stessi rischi delle banche venete. Non manca, nel mondo politico, chi già parla di un governo più impegnato a salvare Mps ed incline invece ad abbandonare al loro destino le nostre due popolari. Insomma, finirà davvero con il fallimento di BpVi e Veneto Banca, ipotesi da scongiurare dato che sarebe una grave perdita per il territorio, con migliaia di risparmiatori veneti forse sul lastrico ed un gran numero posti di lavori perduti?

Eh sì, siamo proprio messi male… E poi c’è il fronte giudiziario, con una parte dell’inchiesta riguardante BpVi e nove componenti del vecchio Cda indagati per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza. Una parte dell’inchiesta è passata a Milano, quella appunto relativa all’ostacolo alla vigilanza, e ci si chiede se questo servirà a far chiarezza e giustizia più rapidamente o se invece non sia un fattore di aggravamento della situazione che si aggiunge, magari proprio con un allungamento dei tempi ed il conseguente rischio della prescrizione.

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