Economia

Schio, Banca Alto Vicentino in assemblea

Schio – Assemblea dei soci di Banca Alto Vicentino in programma per domenica 7 maggio, al Teatro Astra di Schio, con inizio alle 9,30. Dovranno essere approvati i bilanci della ex Cassa Rurale ed Artigiana di Roana e di Banca Alto Vicentino Credito Cooperativo di Schio e Pedemonte. Dal primo gennaio di quest’anno infatti le due banche si sono unite per dar vita  ad un’unica Bcc, di riferimento di tutto il territorio Alto Vicentino. E i risultati di esercizio, per il 2016, sono positivi per entrambe.

La Banca Alto Vicentino dunque vede oggi la propria presenza operativa distribuita in 63 comuni, attraverso una rete di 23 filiali chiamate a servire oltre 30 mila clienti e circa 4.400 soci. L’utile ante imposte è di 1,82 milioni di euro, per un utile netto di 1,5 milioni di euro, che deriva dalla somma tra l’utile 2016 di Banca Alto Vicentino (1,07 milioni di euro) e l’utile di Cra Roana (465,23 mila euro).

“Abbiamo condotto a termine un’operazione tra banche sane e i dati lo confermano – commenta Domenico Drago, presidente di Banca Alto Vicentino. Il nostro obiettivo principale è sempre stato quello di realizzare con la fusione una struttura aziendale organica, unitaria ed efficiente, in grado di svolgere la propria attività per offrire il miglior servizio ai soci e ai clienti. Oggi le accresciute dimensioni della rete commerciale ci stanno consentendo di raggiungere economie di scala, permettendo il potenziamento di alcune unità di controllo e di produzione che sono fondamentali tanto per il territorio di Schio, quanto per quello di Pedemonte e dell’Altopiano.

“Cresce il patrimonio netto della Banca con un aggregato che supera gli 80 milioni di euro – spiega il direttore generale, Roberto Rigato – con indici patrimoniali in aumento. Il total Capital Ratio migliora le già ottime performance dell’anno precedente, attestandosi post fusione al 19,27%. L’indice di solidità della Banca, il Cet1, ammonta pure al 19,27%, per un risultato ben oltre la media del sistema bancario e tra i migliori anche nel panorama nazionale delle Bcc. La raccolta diretta raggiunge quota 623 milioni di euro (+3,67%) con 75 milioni di nuove erogazioni di finanziamenti. I costi operativi sono diminuiti di 292 mila euro (-1,7%), segno dell’attenzione dell’istituto alla riduzione delle spese. In un’ottica previdente sono stati operati dalle due banche in fase di pre fusione ulteriori importanti accantonamenti a fondo svalutazione crediti, per complessivi 5,5 milioni di euro”.

“In uno scenario che ci vede nel territorio come Istituto solido e ben patrimonializzato – riprende Drago – stiamo  lavorando su tre linee principali di sviluppo, innanzitutto con l’acquisizione di nuove quote di mercato. La direzione sta riorganizzando la banca in distretti, disegnati in base alle necessità espresse dalle singole comunità. Le quattro aree di sviluppo individuate sono l’area Nord (Val d’Astico), l’area Altopiano, dove stiamo ricercando risposte e soluzioni ai settori del turismo, del commercio e del piccolo artigianato, l’area Sud (corrispondente alle filiali di Vicenza) e l’area di Schio, per essere sempre più vicini alle aziende e ad un vivace polo industriale”.

“Abbiamo aperto di recente una filiale leggera a Torrebelvicino, una comunità di quasi seimila abitanti che rischiava di rimanere senza sportelli bancari – conclude Drago -. Le esigenze di mantenere vivi e vitali i piccoli centri, per assicurare servizi di prossimità sono sempre maggiori e ci potranno vedere in prima linea nel futuro se le condizioni generali lo permetteranno. Non è vero che tutto si può fare dal pc o dallo smartphone. Le Bcc si stanno ritagliando uno spazio di nicchia dove altri stanno andando via, perché non ricavano abbastanza dall’attività diretta sul territorio. Una missione sociale, che crediamo ci potrà ripagare nel tempo”.

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