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Apindustria: il Veneto rischia di perdere le banche

Vicenza – Con la crisi del modello delle banche popolari, il sistema bancario veneto, considerato fino a poco tempo come una delle perle del sistema creditizio nazionale, rischia di scomparire. Ma le imprese non vogliono darsi per vinte all’idea di un Veneto senza banche di riferimento e oggi tornano a dare la scossa attraverso il presidente di Apindustria Confimi Vicenza, Flavio Lorenzin, uno che di fronte alle vicende di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca non è mai stato tenero.

“Abbiamo sempre invocato giustizia – ricorda il rappresentante delle aziende manifatturiere -, chiarezza e assunzione di responsabilità in merito a quanto accaduto in questi anni, anche nell’interesse delle tante aziende che hanno visto gravare sui propri bilanci la perdita di valore delle azioni a causa degli errori imperdonabili commessi da pochi soggetti ai vertici delle strutture. Quanto accaduto, tuttavia, non può giustificare l’attuale situazione di stallo, dove le stesse attività economiche si trovano senza punti di riferimento sul fronte dell’accesso al credito”.

“Per la nostra associazione – continua Lorenzin – è fondamentale scrollarsi di dosso il passato e ricostruire un sistema bancario in grado di vivere da dentro il territorio, che sappia toccare con mano le peculiarità della nostra realtà economica e produttiva raccogliendone puntualmente le specifiche esigenze, per dare risposte adeguate e portare le istanze di un territorio anche ai livelli più alti delle istituzioni bancarie”.

“Noi diamo la nostra disponibilità ad esserci – conclude il presidente di Apindustria -, imparando dagli errori del passato per restituire al Veneto un nuovo punto di riferimento sul fronte bancario, basato su regole chiare e trasparenza, che abbiano come fine l’interesse del territorio e della sua economia. Per fare questo, riteniamo cruciale l’intervento della Regione Veneto, non tanto come finanziatore, ma per svolgere un fondamentale ruolo di coordinamento e punto di contatto tra le diverse realtà territoriali che hanno a cuore il futuro della nostra economia”.

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