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Franz Liszt
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“Voci dall’Est” nel Martedì del Conservatorio

Vicenza – Ungheria, Boemia e Russia sono i territori in cui si sviluppa quest’anno il progetto Simultaneo Ensemble che vede riunite le classi di musica da camera dei conservatori del Veneto in progetti comuni. A Vicenza, per i Martedì del Conservatorio, domani, 11 aprile, alle 18, presso la Sala Concerti Marcella Pobbe del Pedrollo,  Simultaneo inaugura la tappa del programma “Voci dall’Est”, con organico dei Conservatori di Rovigo e Venezia. In apertura, il tenore Damiano Lombardo e, al pianoforte, Hong Eunhye, del Conservatorio di Rovigo, eseguono “Due Sonetti del Petrarca: Benedetto sia ‘l giorno e I vidi in terra angelici costumi”, nella prima versione, di Franz Liszt.

“I sonetti del Petrarca – si legge in una nota del Conservatorio di Vicenza – sono brani che raggiungono un lirismo, una ricchezza ed una efficacia espressiva che li collocano al vertice della letteratura romantica strumentale. Scritti durante il suo soggiorno in Italia da Liszt del quale è nota la conoscenza giovanile delle opere del Petrarca. Infatti, in una lettera, confessò il suo amore alla Contessa Marie D’Agoult utilizzando versi del poeta”.

Un sestetto del Conservatorio di Venezia, composto da Anna Feruglio, violino, Federico Covre, violoncello, Guillermo Dugarte, clarinetto, Michele Fattori, fagotto, Filippo Gazzola, tromba, Carmen Lopez, pianoforte, è impegnato poi ne “La revue de Cuisine” di Bohuslav Martinu. Nelle sue opere confluiscono influenze differenti: dalla musica nazionale all’impressionismo francese e al neoclassicismo di Igor Stravinskij, dalla vocalità afro-americana al jazz. Il suo stile risulta quindi eclettico, innervato da un forte contrappuntismo di stampo neobarocco. La sua qualità migliore è la semplicità quasi infantile non priva di un grande virtuosismo.

La serata si conclude con il “Quintetto in la magg. op. 81” di Antonin Dvořák, opera destinata a diventare una delle sue creazioni cameristiche più celebri. “Dumka”, danza di origine ucraina e “Furiant”, danza boema di inesauribile vitalità, caratterizzano il Quintetto, che impegna Daniel Jankovics, violino, Matilde Berto, violino, Cesar Bracho, viola, Anna Freschi, violoncello e Carolina Saddi Cury, pianoforte, del Conservatorio di Venezia.

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