martedì , 19 Ottobre 2021
La giovane pianista Gile Bae
La giovane pianista Gile Bae

Vicenza, la pianista Gile Bae suona Bach

Vicenza – Volge al termine la stagione musicale di Incontro sulla Tastiera, e fa ritorno nella cornice palladiana del Teatro Olimpico di Vicenza. Il prossimo appuntamento è per venerdì 5 maggio, alle 21, con un concerto di pianoforte in partnership con l’accademia “Incontri col Maestro” di Imola. Di scena sarà una grande promessa della tastiera, la ventitreenne olandese Gile Bae, sui palcoscenici già dall’età di sei anni. Vincitrice di tanti prestigiosi primi premi, la Bae si è esibita anche con il grande Vladimir Ashkenazy, nel 2014, ed ha inciso lo scorso anno le Variazioni Goldberg di Bach. Ha seguito masterclass con grandi nomi tra i quali Elza Kolodin, Tatiana Zelikman e Boris Petrushansky, ed attualmente continua a specializzarsi ad Imola, dove studia con il maestro Franco Scala dal 2002.

Ed è proprio con le Variazioni Goldberg che la giovane pianista si propone al pubblico di Vicenza, in una prova ardua e rischiosa, che richiede competenza e padronanza. Tra le curiosità riguardanti l’opera di Bach che sarà proposta venerdì, c’è il il titolo che sarebbe dovuto ad un aneddoto, raccontato dal primo biografo di Bach, secondo il quale l’Aria con diverse variazioni per clavicembalo a due manuali (sarebbe stato questo il titolo originale) era stata commissionata da un nobiluomo di Dresda, il conte Hermann Carl von Keyserlingk, che soffriva di insonnia e che alleviava la noia delle notti in bianco ascoltando pezzi per clavicembalo suonati dal giovane talento Johann Gottlieb Goldberg. Alcuni musicologi non concordano con questa versione e pensano, invece, che le Goldberg nacquero come parte del progetto della Clavier-Übung, di cui costituiscono un grandioso finale.

Al di là degli aneddoti, l’opera è un capolavoro: da una semplice aria, Bach riuscì a creare trenta variazioni, seguendo tutte le possibili combinazioni previste dall’arte compositiva barocca. Non si hanno notizie certe di esecuzioni integrali fino alla prima metà del ‘900, quando ci si pose con forza il problema dello strumento originale, il clavicembalo con due tastiere, poiché Bach indica, in ciascuna delle variazioni, se debba essere impiegata una sola tastiera o due e l’adattamento delle Goldberg al pianoforte comportava non lievi problemi di tecnica e insolubili problemi di timbrica. La svolta si ebbe nel 1955 quando il pianista e compositore canadese Glenn Gould ne eseguì a soli 23 anni una celeberrima registrazione discografica, che lo trasformò in una vera leggenda.

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