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Al via monitoraggio della “Vespa velutina”

Venezia – Con l’arrivo della primavera inizia anche la lotta contro la vespa velutina e contro i nidi delle regine di questo calabrone di origine asiatica, ribattezzato ‘il killer delle api’, perchè le aggredisce, portando velocemente al collasso dell’alveare. Per cercare contrastare questo problema, la Regione Veneto stanzia 70 mila euro per avviare un piano di monitoraggio e di sorveglianza, in collaborazione con il Centro di apicoltura e con il laboratorio di parassitologia dell’istituto zooprofilattico delle Venezie.

“Il monitoraggio di 200 apiari, vale a dire di altrettante postazioni di arnie disseminate in tutto il territorio regionale – ha sottolineato l’assessore Veneto all’agricoltura, Giuseppe Pan – è il primo atto di un piano di azione per debellare il proliferare dell’insetto che depaupera gli alveari. Presente dallo scorso anno nella provincia di Rovigo, in mancanza di un intervento tempestivo e di azioni mirate questa vespa velutina potrebbe diventare una minaccia per gli apicoltori dell’intera regione”.

“Il calabrone asiatico, riconoscibile da una striscia gialla vicina al pungiglione, da una stretta fascetta gialla intorno alla vita e dalle zampe gialle – spiega una nota diramata in proposito – ha fatto la sua comparsa in Europa nel 2004, probabilmente introdotto con merci di origine cinese. Dopo un primo rilevamento in Aquitania, in Francia, si è diffuso in pochi anni in quasi tutta la Francia, penetrando anche in Belgio, Spagna, Portogallo, Germania e più di recente nel Regno Unito, dimostrando la sua capacità di causare notevoli danni”.

Dal 2012 è presente anche in Italia e, per quanto riguarda il Veneto, la sua presenza è stata accertata in Polesine. Il programma messo a punto nella nostra regione prevede la sperimentazione di sistemi di sorveglianza e di limitazione della diffusione di vespa velutina in tutto il territorio, anche con il coinvolgimento e con il supporto delle forme associate di apicoltori presenti nel territorio.

“In questo modo – ha concluso Pan – si intendono dare agli apicoltori strumenti concreti per conoscere, e nel caso sia necessario fronteggiare l’arrivo di questo insetto invasivo. Si tratta del primo atto per mettere in sicurezza gli apiari e la produzione di miele”.

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