Tanta ipocrisia sul mestiere più antico del mondo

Vicenza – Sostengo da anni che le ordinanze dei sindaci sono illegali. Il regolamento di polizia urbana impone il rispetto di norme non previste dalla legge: la vendita del proprio corpo non è reato e il Comune, qualsiasi Comune italiano, non può “disporre” della sessualità dei singoli, tant’è che il Tar ha sospeso l’ordinanza che prevedeva una sanzione di 500 euro per le prostitute accogliendo così il ricorso di una prostituta romena di Padova che si era vista multare dalla Polizia locale.

Allo stesso modo un automobilista veronese, mesi fa, ha vinto il ricorso dopo essere stato multato di 500 euro perchè pizzicato a “trattare” con una prostituta. Poco importa se ci stava solo parlando per chiedere informazioni, conta l’insindacabile giudizio dell’agente accertatore il quale, normativa alla mano, può solo far rispettare queste cosiddette ordinanze “creative” anti prostituzione.  In questi anni i sindaci sono intervenuti come potevano ma lo hanno fatto violando la legge (seppur inconsapevolmente?), pur di trovare delle soluzioni propedeutiche al contrasto del degrado urbano delle proprie città.

Però in Italia non è vietato prostituirsi, e non è reato nemmeno andare a prostitute (non entro nella natura etica e morale della questione), quindi perché un cittadino dovrebbe essere multato di ben 500 euro per il semplice motivo di essersi fermato a bordo strada per chiacchierare o trattare con la ragazza? Intralcio al traffico? Se così fosse la stessa sanzione di 500 euro sarebbe comunque spropositata e ingiustificata. Se invece vieni pizzicato durante la prestazione sessuale (non necessariamente con una prostituta), entra in gioco la normativa che punisce gli “atti osceni in luogo pubblico” che prevede una sanzione amministrativa ben più pesante. E parte da un minimo di cinquemila ed arriva a diecimila euro.

Ci sono due soluzioni in agenda che solamente il Parlamento può produrre: o il divieto assoluto della prostituzione, con le sanzioni del caso, o la regolamentazione del fenomeno come accade in alcuni Paesi europei. Il resto sono strumenti ipocriti ed inefficaci che nel tempo si ritorcono contro le amministrazioni comunali che le hanno studiate (la prostituta padovana dovrà essere risarcita), come è da irresponsabili lasciare ai sindaci la patata bollente di un problema che può essere affrontato esclusivamente a livello nazionale, attraverso una legge che vieti o disciplini quello che viene definito “il mestiere più antico del mondo”.

Alex Cioni

Un commento

  1. Affermo che, anche con le nuove disposizioni legislative, le Ordinanze Sindacali ed i Regolamenti di Polizia Urbana devono essere conformi ai principi generali dell’Ordinamento, secondo i quali la prostituzione su strada non può essere vietata in maniera vasta ed indeterminata. Di conseguenza, i relativi verbali di contravvenzione possono essere impugnati in un ricorso. In più per le medesime ragioni, i primi provvedimenti suddetti non possono essere emessi per problematiche permanenti ed i secondi non possono riguardare materie di sicurezza e/o ordine pubblico.

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