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Da sinistra, il sottotenente dei Carabinieri Seracini, il capitano Rossetti e il maresciallo Ruggiero
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Sandrigo, tenta di uccidere il rivale in amore

Sandrigo – Ci sarebbero motivi passionali dietro la feroce aggressione messa in atto da Steven Khiere, un operaio di 38 anni di origine ghanese, senza precedenti penali, nei confronti di un suo connazionale e collega di lavoro all’azienda Fitt di Sandrigo. Questo, almeno, secondo quanto ha raccontato lo stesso aggressore ai carabinieri di Dueville, sebbene senza riuscire a dare spiegazioni precise. Nella notte tra mercoledì e giovedì, infatti, egli si sarebbe scagliato contro il suo collega, Paul Antwi, un 37enne di Vicenza, durante il turno di notte, perché convinto che avesse rivolto delle avances a sua moglie. La vittima ha però negato il suo coinvolgimento nella vicenda e tuttora l’autorità giudiziaria è al lavoro per fare luce sui motivi che possono aver fatto scattare la molla di questa violenza.

Steven Khiere
Steven Khiere

Per quanto riguarda, più nel dettaglio quanto accaduto giovedì 30, Khiere avrebbe colpito ripetutamente in testa il 37enne con un bastone di ferro trovato in azienda. La sua furia non si sarebbe placata nemmeno dopo l’intervento di altri colleghi, anche loro in fabbrica per il turno di notte. Recuperata infatti una forbice da lavoro, il 38enne sarebbe tornato all’attacco, tentando di sferrare un fendente al connazionale ancora a terra, ma anche questa volta, per fortuna, si è rivelato provvidenziale l’intervento di altri operai, che l’hanno disarmato e bloccato in attesa dell’arrivo dei carabinieri di Dueville.

In soli cinque minuti dal ricevimento della chiamata una pattuglia ha raggiunto l’azienda, ha bloccato l’aggressore, riconoscendolo, tra l’altro, come l’uomo già fermato due volte in mattinata, e l’ha arrestato. Questo verso le 2.30 di giovedì mattina. Accompagnato in caserma, alla richiesta di dare una motivazione del suo gesto, il 38enne, come detto, avrebbe raccontato come fosse convinto che il suo collega avesse rivolto delle avances alla moglie e per questo si sarebbe scagliato contro di lui.

“L’ipotesi di reato – ha spiegato il capitato della Compagnia di carabinieri di Thiene, Davide Rossetti – è compatibile con il tentato omicidio. Questo non tanto per la gravità delle ferite inferte, visto che le lesioni conseguenti al colpo in testa con il tubo metallico sono state giudicate guaribili in otto giorni, ma soprattutto per le modalità con le quali la persona si è avventata sul suo connazionale e per la pericolosità sociale dimostrata in precedenza. Fermato ben due volte in possesso di armi, infatti, Khiere non ha esitato nel continuare nel suo proposito criminale. Ad indurre il Gip a convalidare l’arresto e ad applicare la misura della custodia cautelare nel carcere di Vicenza anche il fatto che nonostante i suoi colleghi gli avessero tolto dalle mani il tubo metallico, l’uomo avesse subito trovato un’altra arma per tentare di colpire nuovamente il collega”.

A proposito dei fatti accaduti mercoledì mattina e accennati sopra, come già riportato in un’altra pagina del giornale, Khiere era stato fermato dai carabinieri mentre camminava all’esterno del supermercato Aliper di Dueville, con in mano un coltello. I militari hanno trovato nello zainetto che aveva sulle spalle due coltelli da cucina con la lama di 30 cm, delle cesoie e ad un cacciavite. Denunciato a piede libero, l’uomo era stato poi rimesso in libertà, ma dopo poche ore era giunta una chiamata al 112 che segnalava la presenza, sempre a Dueville, di un uomo di colore che camminava pronunciando ad alta voce delle frasi nella sua lingua e brandendo un tubo metallico. Fermato una seconda volta dalla stessa pattuglia e interrogato su perché di questo suo comportamento, l’uomo si sarebbe giustificato dicendo che temeva di avere delle ripercussioni da parte di alcuni suoi connazionali per degli eventi di natura passionale. Anche in questo caso, dopo la denuncia, il 38enne era stato rimesso in libertà.

Ilaria Martini

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