Riso, la Regione è d’accordo con i coltivatori

Venezia – “Bene la promessa di sperimentare l’etichettatura di origine per il riso, ma per salvare la produzione italiana dalla concorrenza selvaggia del Sudest asiatico servono anche altri interventi, più sostanziosi”. L’assessore all’agricoltura della Regione Veneto, Giuseppe Pan, commenta così gli esiti del confronto avvenuto ieri nella sede del Ministero delle politiche agricole, retto da Maurizio Martina, con i produttori di riso della Coldiretti.

Il Veneto, insieme a Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna, è una delle regioni storicamente produttrici di riso. Vanta due denominazioni di origine protette (il Vialone nano veronese e il riso del Delta del Po), possiede più di 3600 ettari di risaie, 140 aziende e un fatturato complessivo otto milioni di euro. “Un patrimonio di varietà, colturale e produttivo – evidenzia l’assessore veneto – da proteggere dalle importazioni a dazio zero dai paesi asiatici, in particolare Vietnam, Cambogia e Myanmar”.

“Il ministro Martina – ha sottolineato Pan – ha fatto proprie le nostre indicazioni del tavolo di filiera e si è impegnato a far riconoscere il prodotto nazionale in modo da informare correttamente il consumatore su origine e qualità del riso made in Italy. L’annunciato decreto è già un primo e apprezzato passo, al quale dovremo assicurare forza e appoggio in sede europea. Ma all’etichetta di origine si devono affiancare anche controlli più rigorosi sulla qualità di quanto importiamo dai paesi extraUe, dove – è noto – si impiegano prodotti fitosanitari che la nostra legislazione ha messo al bando da tempo, e dove è sistematico il ricorso allo sfruttamento della manodopera, anche minorile”.

“Chiediamo quindi – ha concluso l’assessore -, al ministro e alla Commissione europea, interventi concreti a sostegno della promozione del riso nazionale, incentivi ai produttori locali, anche sotto forma di clausole assicurative, e un regime rigoroso e credibile di controlli sulle importazioni a basso costo”.

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