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La manifestazione Side by Side, che si è tenuta a Venezia il 19 marzo (Fonte foto: www.globalproject.info)
La manifestazione Side by Side, che si è tenuta a Venezia in marzo (Fonte foto: www.globalproject.info)

Recoaro sanziona impiegato. Affondo della Cgil

Recoaro Terme – C’è polemica a Recoaro Terme sul caso dell’impiegato comunale che ha partecipato nelle settimane scorse, a Venezia, alla manifestazione “Side by Side”, a sostegno dell’accoglienza diffusa, e che per questo si è visto comminare una sanzione disciplinare. A difesa del dipendente pubblico, Carlo Munari, interviene ora il segretario di Fp Cgil, di Vicenza e provincia, Stefano Bagnara, chiedendo l’immediato ritiro della sanzione. Quello dell’amministrazione comunale di Recoaro è un arrampicarsi sugli specchi, stgmatizza il sindacalista.

“E’ difficilmente comprensibile – scrive Bagnara in una nota – come una manifestazione a Venezia possa influire sull’immagine dell’amministrazione comunale di Recoaro Terme e come l’esposizione di uno striscione dove si legge Recoaro Accoglie sia collegabile all’attività lavorativa, All’amministrazione Ceola evidentemente la fantasia non manca”.

Il sindacalista pone anche l’accento sul fatto che c’è stata anche un’assemblea pubblica, il 30 marzo del gruppo “Cittadini spontanei & attivi di Recoaro Terme” e nel verbale si legge che il sindaco “ha riferito delle azioni in corso conseguenti il gesto di un dipendente comunale che ha utilizzato uno striscione dell’Acqua Recoaro durante una manifestazione a Venezia”.

“Nessuna vicenda – avverte Bagnara – riguardante il fascicolo personale di un dipendente può essere discussa pubblicamente, tanto meno con soggetti non istituzionali o con privati cittadini. E’ necessario che il sindaco Ceola chiarisca quanto prima il tenore e i contenuti di quella discussione perché, se quanto si legge fosse vero, saremmo di fronte ad un fatto molto grave. Restiamo in attesa che il provvedimento disciplinare venga ritirato e che il sindaco prenda le distanze da quanto affermato dal comitato. La vicenda è tutt’altro che finita”.

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